Galesio-Banegas da sballo L’Aquila torna a vincere

2 Ottobre 2023

Gli argentini e Ouali firmano il colpo a Campobasso dopo due sconfitte di fila

CaMPOBASSO2
l’AQUIILA3
CAMPOBASSO FC (3-5-2): Esposito 6; Bonacchi 5,5, Nonni 5,5, Gonzalez 6,5 (30 st Ripa sv); Mengani 5 (6 st Tarcinale 5), Tordella 5,5, Ricamato 6,5, Maldonado 6,5, Corvino 6,5; Di Nardo 6 ( 45 st Rasi sv), Lombari 5,5 (30 st Pontillo sv). A disposizione: Di Donato, Cagnini, Delgado, Abonckelet. Allenatore: Mosconi.

L'AQUILA 1927 (4-3-3): Michielin 6; Bellardinelli 6 (25 st Lorenzoni 6), Cassese 6,5, Brunetti 6,5, Tavoni 6,5; Mantini 7 (25 st Del Pinto 6), Angiulli 6, Ouali 7; Banegas 7, Galesio 7,5 (38 st Persiani sv), Bacio Terracino 6 (Alessandro 6) (30 st Alessandretti 6). A disposizione: Raffaelli, Pietropaolo, Carbonelli, Battistoni. Allenatore: Epifani.
Arbitro: Torreggiani di Civitavecchia.
Reti: Ricamato 16 pt, Banegas 23 pt, Gonzalez 24 pt, Galesio 18 st, Ouali 21 st.
Note: ammoniti Banegas, Bellardinelli, Mantini, Maldonado, Ricamato, Nonni. Angoli 5-5. Spettatori 3200 circa con 180 spettatori ospiti.
CAMPOBASSO
Nella gara più complicata, L'Aquila rialza la testa nel modo più bello ed entusiasmante che nemmeno il più positivo degli sceneggiatori avrebbe potuto partorire. Una vittoria piena di note positive in mezzo ai tanti nuvoloni che avevano accompagnato la squadra di Epifani nelle ultime due settimane di campionato. C'era la necessità di lanciare un messaggio a se stessi, ma anche a chi, facendo male i conti, aveva dato troppo velocemente per spacciata la compagine rossoblù. La squadra del capoluogo di regione non si snatura al cospetto di una delle battistrada del girone F della serie D e Epifani conferma l'atteggiamento tattico che predilige, quel 4-3-3 provato e riprovato durante i test estivi e nelle prime tre gare del girone F. Qualche interprete si accomoda in panca (vedi Del Pinto) e altri bagnano l'esordio da titolari (vedi Michielin e Mantini). Dall'altra parte nessuna sorpresa per il collega Mosconi col 3-5-2 fatto di tanta sostanza e piedi buoni dalla cintola in su. La gara vive fasi di studio fino al quarto d'ora poi, come un tragicomico deja-vù fatto di errori arbitrali e suicidi calcistici, arriva la mazzata. La terna arbitrale regala ai padroni di casa un clamoroso corner che fa impazzire di rabbia la panchina aquilana e, come la peggiore delle beffe, Ricamato non incontra resistenze nell'andare a colpire di testa mandando il pallone dove Michielin non può arrivare, facendo esplodere di gioia la curva campobassana. L'Aquila accusa il colpo e i lupi molisani cercano di approfittarne quando al minuto 22 un fendente di Corvino mette i brividi ai 180 tifosi rossoblù arrivati in Molise. Passa un minuto e in mezzo al buio pesto si accende la luce di Banegas: l'argentino cerca e trova lo spazio per liberare il mancino e all'incolpevole Esposito tocca solo raccogliere il pallone in fondo alla rete. La gioia dura come un battito di ciglia o poco più. Michielin è super su Di Nardo, ma sul corner seguente decide di far compagnia all'amico Raffaelli. Il numero 12 si lascia sfuggire un innocuo pallone dalle mani e Gonzalez, lesto a scartare il regalo, firma il nuovo sorpasso. Una mazzata per gli equilibri psicologici dei rossoblù che riescono a conservare l'esiguo passivo fino al duplice fischio malgrado le insidie di Maldonado e Corvino. Nella ripresa la musica cambia spartito e già al quinto Bellardinelli può impattare il match, ma il piatto destro sfiora il palo clamorosamente. Al 18°, come manna dal cielo, ci pensa Galesio a rimettere le cose a posto: la spaccata del bomber è da attaccante vero e così la gara prende il bivio direzione Abruzzo. Lo svincolo decisivo arriva 180 secondi dopo quando lo stesso Galesio, lucido sul ponte aereo, invita Ouali al destro al volo. Stavolta ad esplodere è il settore ospiti, al contempo increduli e estasiati dalla rimonta dei propri beniamini. L’Aquila tiene, Campobasso incapace di reagire. Alla fine alcuni contropiede potrebbero portare alla quarta marcatura, ma visto il recente passato va benissimo così.
Lorenzo Valleriani
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