Galesio-Banegas, L’Aquila a ritmo di tango

11 Settembre 2023

Un gol per tempo degli argentini piega la resistenza del Matese e manda in visibilio i 2.500 spettatori del Gran Sasso d’Italia

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L'AQUILA (4-3-3): Raffaelli 7; Bellardinelli 6 (26' s.t.Lorenzoni 6), Cassese 6,5, Brunetti 6,5, Tavoni 6,5; Ouali 6,5, Angiulli 7 (37 s.t. Carbonelli s.v.), Del Pinto 6,5 (30 s.t. Mantini 6); Banegas 6,5, Galesio 7 (33' s.t. Alessandro 6), Bacio Terracino 6,5 (33' s.t. Sarritzu 6). A disposizione: Michielin, Pietropaolo, Alessandretti, Battistoni. Allenatore: Epifani.

MATESE (4-4-2): Palombo 6,5; Setola 5,5 , Langellotti 5,5, Ricciardi 5,5, Gagliardini 5; Guarino 5, Russo 5,5 (17' s.t. Napoletano 6,5), Gomis 5 (13' s.t. Bracaglia 6), Orlando 6; Iacovoni 5 (27' s.t. Minasi s.v.), Lesi 5 (27's.t. D'Andrea s.v.). A disposizione: Verzamanis, Siena, Boersma, Adamo, Marcucci. Allenatore: Urbano.

Arbitro: Eremitaggio di Ancona.
Reti: 11 p.t. Galesio, 10 s.t. Banegas (rigore). Note: spettatori 2.500 circa di cui 50 ospiti. Ammoniti Langellotti, Gomis, Orlando, Guarino. Angoli 4-4.
L’AQUILA
Vittoria doveva essere e vittoria è stata (2-0) per la prima in casa dell’Aquila. Certo, il Matese è formazione di tutto rispetto, ma davanti a 2500 spettatori e con un entusiasmo che cresce sempre più, i rossoblù dovevano assolutamente partire con i tre punti in tasca. Era necessario dimenticare il turno preliminare col Notaresco, soprattutto per non deludere una piazza capace di spingere oltre l’ostacolo, a prescindere dall'avversario. Epifani, come preventivato alla vigilia, sceglie gli undici migliori con il classico 4-3-3 già visto in Coppa. Osservato speciale, il tridente, che dopo il mercato ha sicuramente ha fatto sognare tutto il capoluogo di regione Dall’altra parte, un Matese con qualche acciaccato di troppo, sceglie il più canonico 4-4-2, con Urbano costretto a far fronte a un precampionato complicato. L’Aquila parte subito col piede sull'acceleratore e al terzo l'estremo ospite Palombo deve subito metterci i guantoni su una conclusione di Bacio Terracino. Passano 7 minuti, e i rossoblù, al decimo, la sbloccano. La punizione millimetrica di Angiulli genera il ponte di Cassese per la testa di bomber Galesio che indirizza la palla all’angolino, lasciando di stucco Palombo. Nemmeno dieci minuti e al 18’ lo stesso Galesio può raddoppiare dopo un uno-due con Banegas. Stavolta il colpo di testa risulta debole e centrale. Il Matese non demorde e al minuto 20 può sfruttare una percussione di Iacovoni, ma il numero 9, dopo l'ottimo slalom, ciabatta col destro e manda in out la ghiotta occasione. L’Aquila gestisce bene senza soffrire e tre minuti prima del riposo ha sui piedi la palla del raddoppio. È ottima, infatti, la pressione di squadra sui portatori ospiti, poi Banegas, dopo un pregevole dribbling, trova un super Palombo che dice no. Al duplice fischio, quindi, padroni di casa meritatamente avanti e al contempo sciuponi negli ultimi quindici metri. La ripresa parte subito forte, soprattutto grazie ai ragazzi di Epifani. Al sesto Angiulli prova il colpo a sorpresa, ma la mira non è perfetta con la sfera che muore sopra la sopra la traversa, poi al decimo ci pensa Banegas a servire Galesio che difendendo ottimamente il pallone, viene buttato giù da Guarino. Eremitaggio non ha dubbi e assegna il rigore, ammonendo l'autore del fallo. Banegas va sul dischetto e col mancino porta il parziale sul 2-0 con Palombo che azzecca l'angolo senza poter deviare la conclusione. Il Matese è stordito e L’Aquila cerca di approfittarne, ma prima Bacio Terracino viene stoppato in angolo, poi Banegas, al ventunesimo, non regalano la gioia del gol ai tanti supporters presenti. Il Matese prova a riaprire la contesa ma sul fendente di Napoletano, al 22’, Raffaelli si prende il 7 in pagella, sventando in angolo. L’ultimo a provarci per L'Aquila è Angiulli al minuto 26, ma anche il suo mancino non inquadra lo specchio. Il resto del match lo gestisce da vero veterano Raffaelli che ingaggia ancora un duello personale con Napoletano. Dopo la super parata del minuto ventidue, dice ancora no al numero 18 ospite cinque minuti prima della fine, facendo capire a Urbano che non ne va dritta nemmeno una.
Lorenzo Valleriani
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