Galli: «Caro Pescara non gettare la spugna»

28 Ottobre 2016

L’ex difensore biancazzurro è il responsabile delle giovanili del Milan: «Quando i risultati non arrivano c’è il rischio di perdere le certezze»

PESCARA. Nel Pescara fece la sua prima esperienza da calciatore professionista ottenendo la promozione in B nel 1982-83 con Tom Rosati in panchina. Filippo Galli, responsabile del settore giovanile del Milan, arrivò in Abruzzo in prestito proprio dal club rossonero. Tornò in Lombardia alla fine della stagione diventando un punto fermo del Milan che dominò la scena in Italia e in Europa con Arrigo Sacchi e Fabio Capello. Nel 1996 giocò nella Reggiana allenata da Franco Oddo, padre di Massimo.

Galli, domenica c’è Milan-Pescara. Che partita si aspetta?

«Sfida delicata per entrambe. Noi non dobbiamo sottovalutare l’undici di Oddo. Veniamo da una pesante battuta d’arresto contro il Genoa, anche se il risultato ci ha penalizzato oltre i nostri demeriti. Il Pescara è caduto in casa con l’Atalanta in un match strano. C’era un’atmosfera surreale sulle gradinate a causa del terremoto, ma non so se l’evento abbia condizionato il match».

Dopo 10 giornate il Delfino non ha mai vinto. Qual è il motivo?

«Il passaggio dalla serie B alla A non è mai facile. Qualcosa bisogna pagare quando si compie il salto di categoria. Il discorso vale per tutte ed è normale per una neopromossa incontrare difficoltà. Tuttavia, bisogna ammettere che il Pescara ha raccolto meno di quanto seminato. Finora i biancazzurri hanno sfoggiato quasi sempre ottime prestazioni, non confortate però dai punti».

Un consiglio per la sua ex squadra: c’è una via d’uscita per superare la crisi?

«Sarà fondamentale proseguire il lavoro iniziato nei mesi scorsi. Il Pescara ha una sua precisa identità che in passato si è rivelata efficace. Pensi che nel settore giovanile del Milan abbiamo studiato i metodi di lavoro di Massimo Oddo e del suo staff. In particolare, i tecnici e i calciatori hanno visionato i movimenti in fase di possesso palla analizzando le strategie offensive dei biancazzurri. Ovviamente, in A il livello qualitativo degli avversari è superiore, perciò i risultati non possono essere sempre soddisfacenti. In ogni caso, il Pescara non può permettersi di snaturarsi e, soprattutto, i calciatori non devono perdere consapevolezza delle proprie capacità. Purtroppo, quando si gioca bene, ma i risultati non premiano gli sforzi della squadra, c’è il rischio che vengano minate le certezze. Ecco, l’unico consiglio che posso permettermi è questo: i giocatori non devono perdere la fiducia».

Nel Pescara c’è Bryan Cristante che è cresciuto nel Milan.

«È un giocatore forte. Può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo e spero che in Abruzzo riesca ad esprimere tutte le sue potenzialità».

E sull’ex pescarese Gianluca Lapadula?

«È arrivato al Milan con qualche problema fisico, ma ora ha raggiunto una buona condizione conquistando la fiducia di Vincenzo Montella».

Vuole farci un pronostico per la sfida di domenica?

«Beh, per me è difficile tifare contro il Milan, però sono rimasto un supporter del Pescara. Auguro ai biancazzurri di restare in serie A».

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