Ganci: «L’Aquila, ho voglia di vincere»

L’ex Pescara: pronto a giocare in ogni ruolo dell’attacco
L’AQUILA. Trentaquattro anni, un'intensa carriera nel professionismo e ancora tanta voglia di vincere. Massimo Ganci, prima punta o attaccante esterno classe '81, è pronto a mettersi totalmente in gioco nell'Aquila targata Massimo Morgia. Con l'Abruzzo nel cuore - Ganci è stato uno degli artefici della promozione in B del Delfino Pescara nel 2009-2010 - vuole ancora dare il proprio contributo al calcio di questa regione. La sua lunga carriera, caratterizzata da tantissimi campionati in serie B, l'esperienza in serie A con la Reggina e tre stagioni in C1, è stata "macchiata" da una lunga indagine nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse relativa ad alcune partite del Bari truccate che lo ha tenuto ben due anni lontano dai campi. Dopo sette anni di inchiesta Ganci è stato assolto penalmente «per non aver commesso il fatto» e con grinta e tenacia è tornato a giocare la passata stagione prima in C1 con il Frosinone, poi in serie D con il Castelfidardo. Il suo presente è L'Aquila e vuole tornare a vincere per riportare il club rossoblù nel professionismo.
Qual è il suo rapporto con Pescara e che ricordo ha del campionato vinto?
«Ho un bellissimo ricordo: ho vissuto due stagioni fantastiche (2009-10 e 2010-11, ndc) che mi hanno lasciato tanto. Mi è capitato di andare allo stadio Adriatico a vedere qualche partita, a Pescara ho anche casa».
È stato sette anni sotto inchiesta per il calcioscommesse, poi è arrivata l'assoluzione nel processo penale. Cos'è cambiato nella sua vita?
«È stato il periodo più brutto della mia carriera: sono stato squalificato due anni senza alcuna ragione. Avevo 31 anni e per fortuna è una parentesi che mi sono lasciato alle spalle. Grazie alla mia forza di volontà sono tornato in campo. Ora ho 34 anni: il calcio è la mia passione, il mio lavoro e ho ancora voglia di vincere».
Quando giocava nel Bari è stato allenato dall'ex ct della Nazionale Antonio Conte. Che giudizio ha di lui?
«Lo stimo, forse è stato il più grande allenatore che ho avuto nella mia carriera e gli auguro il meglio».
Cosa pensa del campionato di serie D?
«Purtroppo c'è la regola degli under che condiziona le squadre. È un campionato totalmente diverso da quelli che ho fatto. Credo che la differenza consista nel fatto che ci sono squadre che affrontano la serie D da professionisti e altre da dilettanti».
Che idea si è fatto della piazza aquilana?
«Con il ritiro a Campo Felice e gli allenamenti doppi ancora non abbiamo testato la città e i tifosi. Siamo qua per vincere e per onorare i colori rossoblù. Daremo tutto, poi sarà il campo a decidere».
Con Massimo Morgia al timone che gruppo sta nascendo?
«Il mister l'avevo incontrato solo come allenatore avversario. Lo sto conoscendo e andiamo d'accordo: ha un ottimo rapporto con i giocatori».
In che ruolo si vede nell'attacco rossoblù?
«Mi stanno provando come prima punta, a sinistra o a destra. In attacco c'è una sana concorrenza: con Bonvissuto questo sarà il terzo anno assieme, gli altri compagni di reparto li ho conosciuti adesso. Sono a disposizione della squadra».
Alessia Lombardo
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