Gatto: che peccato, meritavamo la vittoria

19 Ottobre 2014

L’attaccante del Lanciano dopo il gol ha mostrato la maglia con dedica al portiere della Reggina Leone operato al cervello nei giorni scorsi: «Siamo tutti con lui»

LANCIANO. Protagonista in campo e fuori. In campo perché dal rigore, impeccabilmente trasformato, è arrivata l'unica rete siglata ieri dalla Virtus; fuori per la dedica ad essa legata. «Ci tenevo a segnare», spiega l'interessato diretto, Leonardo Davide Gatto, «soprattutto per questo. Per poter mostrare la maglietta (esibita in favore di telecamere, sia dopo il gol che in sala stampa, ndc) e la scritta ("Forza Daniel, non mollare, siamo tutti con te") specificamente destinata ad un amico speciale. Il portiere della Reggina Daniel Leone, che non sta attraversando un momento facile (è stato operato d'urgenza, giovedì scorso, per un tumore al cervello scoperto un paio di giorni prima, ndc) e al quale auguro con tutto il cuore di superare in fretta il tutto, in modo da poterlo rivedere quanto prima in campo. Purtroppo», sottolinea l'attaccante esterno rossonero, «il calcio è anche questo, e quando capitano situazioni simili, l'unica cosa da fare, per noi addetti ai lavori, è di stringerci accanto a chi sta male per fargli sentire tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza».

Archiviata la doverosa premessa, il discorso si sposta sul match col Perugia e sulla sua terza rete stagionale. «Avrei potuto farne qualcuna di più, in questi nove turni», sottolinea Gatto, «ma va bene così, anche se il pareggio grida vendetta, per quante occasioni siamo riusciti a creare nell'arco degli oltre '90 di gioco. Io, ne ho personalmente contate dodici-tredici. Tantissime se si considera il valore dell'avversario affrontato, ed aiutato peraltro da una bella dose di fortuna, alla luce dei tre legni colpiti».

Una Virtus votata all'attacco, insomma: «E' nella nostra filosofia di gioco cercare sempre la via della rete. A volte ci si riesce ed altre no, come è capitato oggi (ieri per chi legge, ndc) anche se credo che sul piano del gioco la squadra meriti solo complimenti. Come se avesse vinto».

Quanto hanno influito sulla vostra prestazione le assenze lamentate dagli umbri? «Non lo so, ma stiamo parlando del Perugia, ovvero di un club che ha allestito un organico di tutto rispetto, e dunque pronto ad affrontare anche eventuali situazioni di emergenza. E comunque», precisa l'atleta calabrese ma di proprietà dell'Atalanta, «anche a noi, in difesa, mancava un certo Amenta, ovvero il capocannoniere della passata stagione».

L'ultima battuta è sul rigore: «Com'era già successo a Catania», spiega Gatto, ame la sentivo e ho chiesto di calciarlo, non essendoci un accordo preciso tra noi al riguardo. E' andata bene per cui siamo tutti contenti».

Accanto a lui, attorniato dai cronisti umbri, c'è l'ex Andrea Conti. Che evidentemente deve aver lasciato ottimi ricordi di sè a Perugia: «La stima è reciproca», afferma il 20enne terzino destro, che nella passata stagione ha totalizzato sedici presenze in maglia biancorossa, «visto che in Umbria ho vissuto una stagione stupenda, non a caso culminata con la promozione in serie B. Motivo per il quale auguro alla mia ex squadra le migliori fortune. La stessa», scherza, ma fino ad un certo punto, il giocatore nativo di Lecco, «avuta contro di noi, visto che, oggettivamente, se c'era una formazione che meritava i tre punti, questa era la Virtus». Quanto all'attuale stato di forma generale palesato dai rossoneri di D'Aversa, ecco la sua disamina finale: «Il 4-0 al Vicenza non è stato un caso e se stavolta siamo andati a segno in una sola occasione, è stato solo per qualche errore di mira e, come detto, per una gran dose di sfortuna, visto che anche col Perugia abbiamo creato tantissimo. Nel primo come nel secondo tempo».

Stefano De Cristofaro

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