Gatto e Thiam, Lanciano prende il volo

8 Settembre 2014

Le punte fanno la differenza: successo meritato dei frentani che sfatano il tabù Modena tra gli applausi dei 3.500 del Biondi

LANCIANO. La Virtus c'è. Lo aveva lasciato intuire nel pre-campionato, arrendendosi solo al terzo turno in Coppa Italia (eliminata da una squadra di A come il Genoa), per poi ribadire il concetto a Catania, in occasione del debutto (con pareggio) in campionato. Ieri pomeriggio, la conferma con il successo, ineccepibile, colto ai danni della sua "bestia nera" Modena. Che appena dodici mesi fa, sotto la gestione Baroni, aveva tolto ai rossoneri 6 punti su 6, battendoli sia all'andata (tra le recriminazioni nei confronti della terna arbitrale) che nel ritorno. Stavolta però non è andata così: la squadra di D'Aversa, pur priva di diverse pedine (il baby bomber Cerri, precettato dall'under 19 e gli squalificati Amenta, Grossi e Turchi), ha rifilato una severa lezione agli emiliani, tanto svagati in difesa quanto imprecisi sotto porta. Una prova ben al di sotto delle possibilità dei ragazzi di Novellino, sgolatosi inutilmente a bordo campo per l'intera durata del match. Nemmeno le sostituzioni, esaurite nell'arco dei primi 9' della ripresa, hanno sortito gli effetti sperati, se è vero che le occasioni più nitide le ha avute di nuovo la Virtus.

Scesa inizialmente in campo con un undici (solo il portiere era nuovo rispetto alla passata stagione) privo di fuoriquota, avendo D'Aversa preferito agli scalpitanti Conti e Pinato, due "veterani" del calibro di Aquilanti e Vastola. Che hanno comunque ripagato al meglio la fiducia del loro ex capitano, seguendo alla lettera le consegne dell'erede designato di Gautieri e Baroni. Un'altra felice intuizione dei Maio? Magari è ancora presto per dirlo, ma certo, l'avvio è stato promettente, alla luce dei 4 punti sin qui conquistati, ai danni di avversari del calibro del Catania (l'anno scorso in A) e del Modena, che appena qualche mese si giocava ai play off l'approdo nella massima serie. Un'altra prova di carattere per i frentani, sostenuti da una curva Sud gremita e dagli oltre tremila presenti (tra paganti e abbonati) sugli spalti del Biondi. All'abituale 4-3-3 dei locali, il Modena oppone il 4-4-2 tanto caro a Novellino, orfano dell'acciaccato Marzorati (poi entrato in corso d'opera) e del nazionale polacco Cionek. L'avvio vede le due squadre battagliare soprattutto a centrocampo, con qualche tentativo di verticalizzazione mal riuscito. Tanti, infatti, gli errori commessi su ambo i fronti, con la prima palla gol creata, al 12', da Leonardo Gatto (il suo omonimo Alessandro, rimarrà invece in panca per l'intera gara), che per l'occasione commette, alzando troppo la mira, l'unico errore di un match per il resto perfetto. Impossibile contenerlo per la difesa del Modena, che replica al 23' con Ferrari, il cui diagonale dal limite è bloccato da Nicolas. Quattro minuti dopo le avvisaglie del vantaggio rossonero (con Piccolo che da buona posizione si fa deviare il tiro da Pinsoglio), arrivato al 28' grazie al solito Gatto, lesto a ribadire in rete una precedente e miracolosa respinta (sul suo stesso colpo di testa) del portiere.

La prima frazione di gioco si chiude con un'occasione per parte: alla comoda parata di Nicolas, al 32', sul calcio piazzato di Schiavone, replica al 40' Piccolo, divorandosi un'altra palla-gol. La ripresa si apre invece col raddoppio dei frentani, a segno dopo appena 25" dal fischio d'inizio con Thiam, che favorito da un rimpallo deposita in rete con un preciso tocco ravvicinato. Una vera mazzata per Novellino ed il suo Modena, che pur provandole tutte, raramente riuscirà ad impegnare Nicolas, comunque bravo ad evitare la capitolazione al 21', opponendosi alla conclusione dal limite del neoentrato Marsura. Del resto, a riprova dell'assoluta legittimità del risultato finale, sarà proprio la Virtus a sfiorare il tris, impegnando ancora Pinsoglio, strepitoso al 7', sulle conclusioni, in sequenza, di Piccolo e Aquilanti. E al 94' applausi per tutti dalle rispettive tifoserie e, in particolare, da una curva Sud letteralmente in visibilio.

Stefano De Cristofaro

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