Gattuso, fiducia fra i rumors

Il cinese Zhang presidente dell’Inter: «Qui per farne il miglior club al mondo»
MILANO. Per il momento il Milan non cambia allenatore. Nel frattempo l’Inter cambia vertice, con l’insediamento ieri alla testa del club nerazzurro del suo 21esimo presidente, il 26enne cinese Steven Zhang.
Sulla sponda rossonera, dopo il doppio ko tra derby ed Europa League, tiene banco il dibattito sulla posizione del tecnico Rino Gattuso, primo a mettersi sul banco degli imputati in seguito alla sconfitta di giovedì con il Betis a San Siro. Ieri mattina Leonardo e Paolo Maldini hanno osservato da bordo campo l’allenamento per dare un segno di vicinanza alla squadra e, di riflesso, all’allenatore, per ora confermato in panchina. Gattuso incassa anche la rinnovata fiducia del gruppo: «Con lui stiamo bene, facciamo tutto per lui e anche per noi», ha detto il difensore Ricardo Rodriguez.
Le voci sui possibili sostituti si rincorrono comunque: dopo i rumors su Roberto Donadoni, sono stati smentiti anche quelli su Antonio Conte. Daniele, fratello e agente dell’ex tecnico di Juve e Nazionale ora libero dal Chelsea, ha assicurato che «non ci sono stati contatti né con il Milan né con il Real Madrid». Si sono aggiunte poi le voci su Arsene Wenger e addirittura sul ritorno in panchina dello stesso Leonardo.
Gattuso intanto è alla disperata ricerca di una ricetta vincente: già contro la Sampdoria (domani ore 18) potrebbe varare un cambio di modulo con l’inserimento di Cutrone (4 gol in 159’) e il passaggio al 4-4-2 dall’inizio o all’inedito 3-5-2. In ogni caso c’è da gestire meglio Higuain. L’attaccante argentino, apparso stizzito con i compagni e insofferente ai loro errori, ha toccato appena 24 palloni nel derby e 27 contro il Betis: troppo poco per risultare pericoloso. La retroguardia invece, complice qualche intervento a vuoto di Donnarumma e Reina, ha incassato gol in 10 partite su 11. Pure il mercato estivo finora non ha prodotto i frutti sperati dalla nuova proprietà: lo scambio Bonucci-Caldara ha indebolito la difesa, Bakayoko ha sfornato prove sconcertanti, Castillejo ha alternato più bassi che alti.
Intanto sulla sponda nerazzurra di Milano, a promettere di rispolverare i sogni di gloria interisti, è arrivato Zhang, da ieri presidente più giovane nella storia del club. Zhang prende il posto dell’indonesiano Erick Thohir, che continua a essere socio di minoranza ma resta fuori dal cda. «Voglio rendere l’Inter il miglior club al mondo», sono state le sue prime parole da presidente dopo l’assemblea dei soci. «Possiamo guidare la squadra in un una nuova era di successi», ha sottolineato, assicurando che «l’età non è un problema, sono pronto a prendermi le responsabilità. Spero di essere presidente per 30 o 40 anni, e che dopo di me ci sia un altro Zhang presidente, anche tra cento anni: voglio stare qui fino all’ultimo giorno della mia vita. Questa è una passione che arriva da mio padre», ha spiegato Zhang, «quando l’Inter perde non riesce ad accettarlo: per lui l’unico risultato accettabile è la vittoria. Faremo quanto possibile per rendere questo club vincente, con tutti gli strumenti e le risorse che avremo, dentro e fuori dal campo».
Da Zhang non sono arrivate conferme su un eventuale approdo in nerazzurro dell’ex dirigente della Juventus, Giuseppe Marotta: «Non c’è stato alcun contatto», ha assicurato. Lunedì sera, a San Siro contro la Lazio, Zhang vedrà la sua prima partita dell’Inter dalla poltrona presidenziale.
L’ultima assemblea dei soci ha inoltre approvato il bilancio del club nerazzurro al 30 giugno, con dati in miglioramento: ricavi record a quota 347 milioni di euro (+9% rispetto al 2017) e perdita ridotta a 17,6 milioni di euro.

