Gattuso: «Il 4° posto vale lo scudetto»

C’è Samp-Milan, l’allenatore rossonero: «Rialziamoci dopo la mazzata del derby»
MILANO . Al dibattito su San Siro, rischia di aggiungersi quello sul destino di Rino Gattuso (nella foto). Il contratto con il Milan è fino al 2021, ma nulla è certo a sentire l' allenatore, focalizzato sulla rincorsa a un posto in Champions che, ha sottolineato, «per noi vale come uno scudetto». «Il mio futuro lo saprete fra due mesi, oggi non ci penso», ha tagliato corto alla vigilia della trasferta con la Sampdoria (stasera ore 20,30) l'ex mediano, che è stato scelto dalla vecchia gestione del Milan, confermato da Elliott, e a fine 2018 è stato in bilico, prima di riportare la squadra al quarto posto. Senza quel traguardo, il divorzio è l'epilogo più probabile. «Mi faccio scivolare addosso le chiacchiere. A fine campionato dirò quello che penso», ha spiegato Gattuso, dopo due settimane in cui lui e la sua squadra hanno dovuto assimilare la «mazzata» del derby perso, nonché la lite tra Kessie e Biglia. Un episodio spiacevole per il club, che ha multato entrambi. Dopo il confronto con l'argentino (titolare con la Samp), Gattuso ha avuto in mattinata «una chiacchierata» con l'ivoriano (verso la prima panchina in campionato). Non c'è rabbia, l'allenatore è «deluso». Si è sentito tradito, soprattutto da Kessie: «I giocatori col mio cuore possono palleggiarci, ma serve rispetto per tutti. Ho chiarito con entrambi e la società l'ha gestita alla grande». Quelli che Gattuso ha imparato da calciatore, pagando care le esuberanze, come lo scontro con Joe Jordan, per cui Adriano Galliani gli avrebbe tolto la fascia da capitano se non si fosse «messa di mezzo la squadra». Ora ci sono «dieci finali» e serve subito una reazione dopo il derby, per cui l'allenatore ha ribadito il mea culpa: «Ho preparato la pressione alta pensando che l'Inter avesse perso energie in coppa, un mio errore. Ora bisogna rialzarsi, dobbiamo tornare in Champions League, vale uno scudetto». Anche più, per Paolo Scaroni. «A livello societario lo capisco ma, con tutto il bene che voglio al presidente, io baratterei due piazzamenti Champions per due scudetti», ha sorriso Gattuso, in sintonia invece sul tema stadio: «San Siro profuma di storia, ma è giusto che la società pensi a qualcosa di diverso». Poco prima, erano arrivate le paroel minacciose di Scaroni: «Non escludo di andare via da San Siro se ci dicessero che non si può toccare nulla».

