Gattuso: spero di restare qui a lungo

Nel Milan tira aria di rivoluzione, ma il tecnico crede in un posto Champions
MILANO. Ancora 90', con l'obbligo di battere la Spal sperando in un passo falso di Atalanta o Inter. Poi, con o senza Champions, al Milan si profila l'ennesima rivoluzione, influenzata anche dal verdetto Uefa sul fair play finanziario in arrivo a giorni: molti giocatori sono in uscita, l'addio di Leonardo è un'ipotesi concreta, c'è un punto interrogativo su Paolo Maldini e Rino Gattuso sa che quella di Ferrara può essere la sua ultima gara sulla panchina rossonera. Tireranno le somme nei prossimi giorni i vertici del fondo Elliott assieme all'ad del Milan Ivan Gazidis. «Per me allenare il Milan è un sogno e spero che il sogno possa continuare. È stato un onore allenare questa squadra e spero di farlo il più a lungo possibile», l'auspicio del calabrese che ancora una volta ha preferito l'autocritica agli alibi: «A livello tecnico e tattico ho fatto qualche errore, migliorerei più quello, rispetto alle frasi che dovevo o non dovevo dire». Un riferimento alle allusioni sul futuro che, a fine marzo, hanno contribuito all'incertezza in un ambiente già provato dal ko nel derby, e di fatto confermato il rapporto non idilliaco fra l'allenatore e Leonardo. Dopo una stagione che gli è sembrata lunga «dieci anni», Gattuso è convinto che il giudizio «non debba cambiare, con o senza Champions». Lui è disposto «a tagliare la barba dopo 11 anni» in caso di quarto posto, sapendo che in quel caso tanti sono pronti a salire sul suo carro («Vi prendo a legnate...», ha scherzato) e sicuro che anche il quinto non sarebbe un fallimento. «La società non mi ha mai detto di andare in Champions obbligatoriamente, mi ha detto di provarci. Siamo all'ultima giornata e ci stiamo provando», ha chiarito. «Se leviamo l'Atalanta che sta facendo un miracolo sportivo, sulla carta c'erano squadre con qualcosa più di noi che ora sono dietro. Con la Spal dobbiamo pensare a fare il nostro. L'errore che possiamo commettere è entrare in campo pensando agli altri». Negli ultimi giorni ha «spiato» i giocatori, attento a tenerli in tensione anche con le vacanze alle porte: «Non ho visto tanti movimenti di valigie o armadietti svuotati. Abbiamo preparato bene la partita, c'è una grande crescita sotto il profilo della professionalità», ha raccontato l'allenatore, che a Milanello ha lasciato l'ufficio «pieno di carte, che non si capisce nulla, e la stanza piena di vestiti e scarpe».
Tonfo Primavera. I rossoneri nell'ultimo turno di campionato non sono andati oltre l'1-1 sul campo della Fiorentina, venendo raggiunti al 90' da Pierozzi, con un pareggio che certifica la retrocessione in Primavera 2 dei ragazzi di Federico Giunti.

