Giampaolo: «Il Milan è il mio sogno»

25 Agosto 2019

L’allenatore giuliese: non sono preoccupato del digiuno di Piatek

MILANO. Le gocce di sudore - asciugate con un fazzoletto di fortuna - si condensano sulla fronte e tradiscono la viva emozione di Marco Giampaolo in una vigilia speciale. Per il tecnico di Giulianova il debutto sulla panchina del Milan, prima avventura in una big dopo anni di gavetta, rappresenta «un sogno» da trasmettere e condividere con il gruppo, l'opportunità della vita «di correre per la Champions», ambizione imposta dalla «storia e dal blasone» del club. Non si sente «in ritardo» dopo un'estate dai grandi cambiamenti e oggi a Udine vuole vedere un Milan «già competitivo»: «Scenderanno in campo undici calciatori veri ma giocherà chi sta meglio e ha maggiori conoscenze, chi mi può dare più garanzie. Non posso tradire i principi di lavoro, abbiamo bisogno di tempo, i calciatori mi seguono, sono fidelizzati e attenti».
Il mercato, imballato dalla mancata uscita di Silva («è condizionato dalle voci ma si allena bene, lo utilizzerò se ne avrò bisogno), può dunque aspettare: nella logica dell'assoluto privilegio dei doveri verso il gruppo, nessuno dei nuovi acquisti giocherà titolare e Calhanoglu verrà sperimentato come play al posto dell'infortunato Biglia; Correa invece resta in cima ai pensieri della dirigenza. Il tecnico coccola Piatek («il suo digiuno non mi preoccupa, ha il gol nel sangue e sarà il rigorista») ed esalta Suso («per lui avrei cambiato modulo, avevo dubbi su di lui da trequartista ma ha fatto cose egregie»), considerandolo punto cardine ed inamovibile («sono contento che resti ma tutto può succedere») e auspicando che gli ultimi giorni di trattative non glielo portino via.