Giampaolo in cattedra: il Pescara è come l’Empoli

24 Maggio 2016

Il tecnico: Oddo è un grande allenatore, i biancazzurri li vedo favoriti per la A

PESCARA. L'orgoglio e la dignità non hanno prezzo. È sempre stato un uomo libero, che non ama compromessi, innamorato dei suoi ideali (chiedere a Cagliari e Brescia). Ha vissuto anni bui, dopo diverse stagioni in serie A, è ripartito dalla Lega Pro e adesso si è ripreso la scena. La fantastica stagione all'Empoli gli ha spalancato le porte dei grandi club. Milan, Fiorentina e Sampdoria farebbero di tutto per ingaggiarlo.

Marco Giampaolo è tornato e lo ha fatto a modo suo, con silenzio e grande professionalità. Il 49enne allenatore di Giulianova ieri pomeriggio è stato l'ospite speciale,a Pescara, del convegno organizzato dell'Associazione italiana allenatori calcio. Il tecnico giuliese, prima di salire in cattedra, ha raccontato la sua grande stagione alla guida dell'Empoli, ma non ha rivelato quale sarà la sua prossima destinazione.

Marco Giampaolo, il suo futuro sarà rossonero?

«Il mio futuro oggi è a casa, nel senso che non ho contratto e dunque ora me ne andrò in vacanza e poi nella mia Giulianova».

D'accordo, però il Milan ha messo gli occhi su di lei.

«Non c'é assolutamente nulla, nessun incontro o abboccamento. Tuttavia essere accostati alla panchina rossonera è per me un grande onore, ma in questo momento non c'è altro. Di queste voci sul Milan non so nulla. Forse ne sapete più voi giornalisti».

Arrigo Sacchi ha detto più volte che lei è un maestro di calcio e che meriterebbe una chance al Milan.

«Sacchi due anni fa mi ha chiamato per guidare l'Under 21 e quindi vuol dire che mi stima. L'anno in cui ho allenato a Cesena veniva spesso a vedere gli allenamenti. Per me Sacchi è un maestro. È stato colui che ha tracciato una via nuova, un modo di fare calcio diverso. Uno dei tre-quattro allenatori che hanno segnato la storia. Io sono cresciuto guardando il suo Milan ed è stato un mio punto di riferimento e le sue parole mi fanno enormemente piacere».

Quest'anno a Empoli ha fatto delle cose molto importanti, meglio di Sarri nella passata stagione.

«Abbiamo fatto un gran campionato. Senza un organico forte non puoi fare bene, ma io ho avuto la fortuna di poter contare un organico di qualità e così siamo riusciti meritatamente a garantire un altro anno di serie A a Empoli».

Una squadra simile alla sua?

«Il Pescara è una squadra simile all'Empoli, perché costruita con giocatori di qualità e alla lunga le squadre costruite sulla qualità possono fare bene».

È tornato a girare il vento per lei dopo anni un po’ difficili.

«Sassolini? No. Conosco gli alti e bassi nel calcio. So che siamo sempre molto volubili. Oggi è difficile poter coniugare il fare calcio con gli interessi. Io ho sempre cercato di fare calcio a modo mio e la differenza la fanno gli uomini, come i presidenti, i calciatori e i direttori».

Sorpreso dal lavoro di Massimo Oddo?

«Assolutamente no. Oddo ha fatto benissimo quando è subentrato caratterizzando la squadra sotto il profilo tecnico e, quest'anno, ha fatto molto bene, a parte quel periodo in cui non sono arrivati i risultati, ma può capitare perché il campionato di B è molto lungo. Massimo Oddo è molto bravo. Ha una lunga esperienza alle spalle da calciatore. Sa bene cosa vuol dire far parte di grandi squadre e credo che nella mentalità l'abbia aiutato molto. Ha la mentalità vincente ed è bravo a trasmetterla alla squadra».

Il Pescara è favorito per la serie A?

«Oggi quella biancazzurra è una squadra che ha tutte le carte in regola per far bene nei play off e arrivare fino in fondo e da abruzzese spero che ci riesca».

Tra quelle che prenderanno parte agli spareggi promozione chi teme?

«Il Trapani è la sorpresa. La squadra di Cosmi ha grande entusiasmo. È una squadra sbarazzina e lui un allenatore esperto. Il Pescara è la squadra che ha più qualità rispetto alle tre e il Bari, che ha fatto tanti anni in A, ha storia, così come il Pescara, e credo che sia difficile fare pronostici».

E della Virtus Lanciano, che si giocherà la salvezza ai play out con la Salernitana, cosa dice?

«Il Lanciano mi auguro si salvi. Con poco, sono sempre riusciti a fare grande cose. I punti di penalizzazione li hanno messi nei guai, però a gennaio hanno rivoluzionato la squadra e se dovesse andar male mi dispiacerebbe veramente. Poi lì c'è Federico Di Francesco, che l'anno scorso ho avuto con me alla Cremonese. È un giocatore di grande prospettiva e mi piace tanto».

Quale allenatore lo ha colpito di più in B?

«Ivan Juric del Crotone. Secondo me ha fatto un gran lavoro e ha vinto meritamente il campionato».

La sua carriera è partita proprio da Pescara, ma non è mai riuscito a sedersi su quella panchina. Come mai?

«Pescara mi ha dato tanto. In passato ci sono stati degli incontri con la società. Ci sono state delle situazioni non chiarissime in passato e qualcuno non ha detto la verità. Diciamo che le nostre strade si sono sfiorate, ma mai incontrate».

Quali calciatori le piacciono dell'attuale squadra?

«Lapadula è un valore aggiunto ed è pronto per la A. Anche Caprari è cresciuto tanto, è molto forte. A me piacciono anche Zampano e Benali, quest'ultimo l’ho avuto a Brescia qualche anno fa».

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