GIAMPAOLO, LA STOFFA DI CHI INSEGNA CALCIO

25 Settembre 2017

Puoi anche spendere oltre 200 milioni sul mercato ed essere battuto da chi, invece, in estate ha fatto decine e decine di milioni di plusvalenze. Per fortuna, il calcio non è una scienza esatta. E...

Puoi anche spendere oltre 200 milioni sul mercato ed essere battuto da chi, invece, in estate ha fatto decine e decine di milioni di plusvalenze. Per fortuna, il calcio non è una scienza esatta. E così il Milan si è scoperto fragile e senza certezze nonostante il maxi investimento della nuova proprietà cinese. Prima le quattro sberle contro la Lazio, poi la sconfitta che va oltre il 2-0 del Ferraris, dove i rossoneri hanno dato la sensazione di inconsistenza, perdendo ulteriore terreno dai primi posti. Oltre alle note negative vanno esaltate quelle positive, riconducibili a Marco Giampaolo, 50enne tecnico giuliese della Sampdoria che ha messo insieme tre successi e due pareggi, oltre alla sfida da recuperare con la Roma. Un piccolo capolavoro per chi ha valorizzato, attraverso l’organizzazione di gioco, fior di giocatori, prima a Empoli e poi in blucerchiato. Eh sì, perché ripartire dopo aver venduto Skriniar, Bruno Fernandes, Muriel e Schick, non è facile. Da una parte la società che ha incassato soldi a palate e dall’altra il condottiero abruzzese costretto a ricominciare daccapo sul piano tecnico. Ci è riuscito perché ha la stoffa dell’insegnante di calcio, qualcosa più di un allenatore. Qualcosa per pochi eletti. Ha idee che trasforma in un valore aggiunto. Non ha grande appeal mediatico, non sa “vendersi” sul piano dell’immagine. Ma ha stoffa. Nell’estate del 2016 Marco Giampaolo è stato segnalato da Sacchi a Galliani e Berlusconi. Qualcosa più di un contatto, sembrava destinato a prendere il posto di Brocchi quando, invece, è sbucato Montella e si è preso la panchina rossonera. Giampaolo, a distanza di qualche giorno, è andato al posto di Montella sulla panchina doriana, dopo che Ferrero aveva già venduto i pezzi migliori. Una chance sfumata d’un soffio dopo essere stato vicino alla Juve in passato. Il tecnico giuliese non ne ha fatto un dramma, d’altronde gli bastano un campo di calcio e giocatori che lo seguono per plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza. A 50 anni ha (ancora) un paio di sfizi da togliersi: allenare l’Inter, la squadra per la quale simpatizzava da bambino, e creare una scuola calcio a Giulianova. Si può anche essere poco mediatici, ma quel che conta è avere stoffa, quella necessaria per insegnare calcio.
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