Giampaolo riparte dal Torino «Ci sarà da sputare sangue»

L’allenatore di Giulianova inizia la sua nuova avventura con il club di Cairo: «Mi aspetta un lavoro duro, datemi tempo. Al Milan mandato via troppo presto»
TORINO . Marco Giampaolo non lo nasconde. Al Torino, che ieri ha cominciato la preparazione allo stadio Filadelfia, lo aspetta «un lavoro duro. Ci sarà da sputare sangue, per dirla in modo diretto». Il neo tecnico, granata, che il presidente Urbano Cairo aveva cercato già 13 anni fa, deve far dimenticare una lunga stagione difficile, cominciata in Europa League e finita con l'obiettivo minimo della salvezza, centrato dal “traghettatore” Moreno Longo. E con una tifoseria da tempo agitata. «Il Torino», ha osservato l’allenatore di Giulianova, «è diverso da tutte le altre società, lo si capisce già dall'esterno. Qui si respirano passione, storia, grandi tradizioni. Sono consapevole che ci vorrà tempo, il Torino tra l'altro viene da una tradizione diversa (in senso tattico, ndr) dal mio modo di pensare. Dovrò ottimizzare il tempo e saltare alcuni step, per questo motivo cerco giocatori che ho già avuto e che già conosco». Il giuliese Giampaolo è un grande amico di Sarri che ha appena lasciato il capoluogo piemontese, esonerato dalla Juventus: «Tutte le estati ci incontravamo, quest'anno non c'è stato il modo: lo chiamerò, non l'ho fatto perché capisco la sua delusione. Anche a me è rimasta per l'esonero dal Milan, in 7 partite non ho avuto il tempo per lavorare ed è ciò che cerco qui». Ufficializzato l'acquisto di Rodriguez dal Milan, il club granata smentisce l'arrivo di Chancellor: di ritorno da una vacanza con il connazionale Rincon, il difensore venezuelano si sarebbe fermato a Torino per effettuare il tampone per il Covid, non le visite mediche per la società granata. «Per completare la rosa manca il 15%, non i 6 giocatori che qualcuno dice», precisa Urbano Cairo che si è intrattenuto in una lunga disamina sui 15 anni da presidente e patron granata. «Sono state negative soltanto tre stagioni, il 2009 con la retrocessione, due anni quando non siamo neppure arrivati ai play off della serie B, e il campionato che si è appena concluso, cominciato con grave mio errore, non avere accontentato Nkoulou che voleva partire. Ma alla rinascita del Torino qualche contributo mi sembra di averlo dato, no? Arrivai che c'erano soltanto macerie, senza una squadra e senza i palloni» Anche ieri qualche decina di tifosi ha contestato Cairo. «Non mi pare che siano una moltitudine, comunque hanno diritto di farlo e le contestazioni mi danno stimoli»
Roberto Di Candio

