Giampaolo via, il Milan va verso Pioli

Spalletti prima scelta rossonera, ma non c’è l’intesa con l’Inter per la buonuscita. Di Francesco lascia due anni di stipendio
La prima panchina saltata in serie A è quella di Eusebio Di Francesco. Fatale la sesta sconfitta in sette gare, sabato a Verona, della Sampdoria fanalino di coda della classifica. La seconda sarà quella di Marco Giampaolo che in giornata riceverà la comunicazione dell’esonero da parte del Milan. A lui non è bastato vincere sabato a Genova: finirà per pagare l’avvio di campionato deludente con tre successi e quattro sconfitte. Del licenziamento ha saputo dai mass media visto che i rossoneri sono liberi fino a domani quando è fissata la ripresa della preparazione a Milanello.
Al suo posto Stefano Pioli è il favorito visto che sembra tramontata l’ipotesi Luciano Spalletti, il quale non ha trovato l’accordo per la buonuscita con l’Inter a cui è legato da un contratto fino al 2021.
Di Francesco, che signore! Domenica il presidente Ferrero gli ha fatto capire che voleva cambiare. E ieri - prima di prendere parte ai funerali del presidente del Sassuolo Giorgio Squinzi - Eusebio Di Francesco ha raggiunto l’intesa per la risoluzione del contratto. Il tecnico pescarese era legato ai blucerchiati da un triennale: circa 1,8 milioni netti a stagione. Ebbene, Di Francesco (e il suo staff) lascia due anni di stipendio e in cambio viene liquidato delle mensilità fino a giugno 2020. Appuntamento oggi in sede per firmare i documenti. Un gesto che merita di essere sottolineato, perché non abituale nel mondo del calcio. La Sampdoria ha sondato subito Stefano Pioli che però ha preso tempo perché è sulla via che porta al Milan. I papabili sono Giuseppe Iachini, per lui sarebbe un ritorno alla guida dei doriani, e Gianni De Biasi, ex ct dell’Albania.
Caos rossonero. Pioli è stato chiamato anche dal Genoa che vuole cambiare Aurelio Andreazzoli e sembrava essere quella rossoblù la strada scelta dal tecnico di Parma. Ma in serata si sono aperte le porte del Milan. Oggi potrebbe prendere il posto di Marco Giampaolo, perché la prima scelta, Luciano Spalletti, non si è liberata dall’Inter. Il Milan da domenica è andato su Spalletti e le parti ieri mattina hanno raggiunto un’intesa (5 milioni netti a stagione per due anni), ma il tecnico di Certaldo è stato chiaro: prima devo trattare con l’Inter. Spalletti ha il contratto fino al 2021 con i nerazzurri (lui e il suo staff costano 24 milioni lordi per il biennio a casa) a cui ha chiesto un anno di stipendio per firmare la risoluzione. Suning ha offerto il pagamento degli stipendi fino al prossimo 31 dicembre. Risposta negativa. Spalletti si sente tradito dall’Inter e dal presidente Zhang che a maggio l’hanno mandato a casa per prendere Conte, il tecnico più pagato della serie A: 11 milioni a stagione fino al 2022. Spalletti pesa sul bilancio nerazzurro per circa 5 milioni netti a stagione per questa e la prossima. Ne fa una questione di principio e di orgoglio per cui nel tardo pomeriggio ha comunicato al Milan la propria indisponibilità a proseguire la trattativa. Da qui, la svolta del management rossonero verso Pioli (oggi l’incontro) anche se non sono da escludere ulteriori colpi di scena conil ritorno in auge di Spalletti.
In questo contesto di voci e di telefonate c’è Marco Giampaolo basito per quello che sta accadendo. Non si aspettava un trattamento del genere da personaggi del calibro di Maldini e Boban con cui in estate aveva iniziato un percorso che, si sapeva, proponeva delle difficoltà. Sabato, dopo il successo sul Genoa, il tecnico giuliese pensava di aver guadagnato del tempo per poter lavorare alla crescita della squadra; domenica le prime voci e ieri ha capito che ormai la sua avventura in rossonero è finita.
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