Giancola non ci sta: arbitri attaccati da chi ignora il regolamento
LANCIANO. Ha letto ed annotato tutto. Masticando amaro per i commenti, lesivi della categoria che rappresenta, in merito alla vicenda della bimba travolta ed uccisa domenica a San Gregorio, a due...
LANCIANO. Ha letto ed annotato tutto. Masticando amaro per i commenti, lesivi della categoria che rappresenta, in merito alla vicenda della bimba travolta ed uccisa domenica a San Gregorio, a due passi dallo stadio in cui si stava giocando la sfida di Promozione San Gregorio-Pontevomano. Alla fine però Angelo Giancola ha deciso di passare al contrattacco. «Era il minimo, dopo quanto letto e ascoltato in questi ultimi giorni», sottolinea il presidente degli arbitri abruzzesi, «da parte di chi, evidentemente, non conosce i regolamenti, alzando un polverone inutile. Al contrario di quanto si vuol far credere, essa non ha alcuna responsabilità diretta. La decisione di sospendere una partita di calcio spetta infatti solo ed unicamente al responsabile dell'ordine pubblico. Peraltro presente, domenica scorsa, al campo di San Gregorio. L'arbitro, quindi, non solo ha svolto il proprio dovere, ma non ha nulla di cui doversi vergognare, come pretenderebbe certa gente. Che invito quindi a ripassarsi i regolamenti, dato che, delle tre parti in causa, l’arbitro era l'unico realmente impossibilitato a sospendere il match. Al contrario delle altre due componenti, visto che una o entrambe le squadre avrebbero potuto far cessare l'incontro, abbandonando il terreno di gioco. Se non l'hanno fatto è perché, in maniera altrettanto evidente, avranno ritenuto che ciò avrebbe comportato la perdita a tavolino della gara ed un punto di penalizzazione in classifica. Di qui la decisione di proseguire. Si può discutere sul fatto che per casi del genere, certe sanzioni non andrebbero applicate, ma finchè le regole sono quelle, ad esse bisogna adeguarsi». Ma il numero uno dei fischietti abruzzesi non si ferma qui. Ne ha infatti anche per il presidente del Preturo (Seconda categoria), che per alcuni presunti torti arbitrali ricevuti, aveva definito inammissibili certi errori da parte di gente lautamente pagata: «Mi limito a far notare che i lauti compensi dei nostri tesserati ammontano a 35 euro, quindi anche in questo caso, prima di parlare, sarebbe meglio documentarsi. Ci tenevo comunque», conclude Giancola, «a nome dell'intera categoria che rappresento, a formulare alla famiglia della piccola Susanna, le nostre più sentite condoglianze». (s.d.c.)
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