Giancola: smettetela di picchiare gli arbitri

5 Gennaio 2015

«D’ora in poi anche i club pagheranno per i casi di violenza»

PESCARA. Il messaggio è chiaro: «La devono smettere di mettere le mani addosso agli arbitri. Basta!». Arriva dal presidente dell'Aia Nicchi. Ed è ribadito da Angelo Martino Giancola, il presidente abruzzese degli arbitri nominato la scorsa estate al posto di Buda. I casi di violenza sui direttori di gara, in questa prima parte della stagione, sono numerosi. E l'Abruzzo segue il trend nazionale. Anzi è ai primi posti. Sono tredici gli episodi registrati dalla Promozione in giù. Tanti, troppi. E il 2015 introdurrà una novità nel rapporto tra arbitri e tesserati. «E' passata la riforma in base alla quale le società dovranno pagare i danni qualora il direttore di gara che ha subito gesti di violenza intende rifarsi in separata sede», racconta Angelo Martino Giancola, l'ex arbitro vastese di serie A che la scorsa estate ha inaugurato un nuovo corso nell'Aia. «Tredici casi sono tanti, cinque addirittura gravi. L'ultimo un ragazzo che è stato dimesso dall'ospedale con 21 giorni di prognosi. Un altro tre settimane di prognosi. Cose dell'altro mondo», sospira il presidente del Cra. «Non se ne può più».

Giancola racconta il rapporto tra arbitri e dirigenti. «Alcuni contattano i ragazzi con il fischietto sui social network chiedendo scusa e, soprattutto, di non calcare la mano sul referto. Non è una situazione sostenibile. E da parte mia ho già annunciato che darò parere favorevole a tutte le richieste di azione civile. E la nuova normativa è abbastanza severa. Le società rischiano di pagare di tasca propria le intemperanze dei propri tesserati».

L'epicentro, secondo i dati emersi, di questa nuova ondata di violenza è il Pescarese e la Marsica. E il campionato più a rischio è quello di Seconda categoria. «Un tempo certi gesti appartenevano a giocatori esperti, gente che non ce la faceva più a correre dietro ai giovani e reagiva in maniera maldestra», l'analisi di Giancola. «Adesso no, sono i giovani. Dai 18-19 anni ai 27-28. C'è addirittura chi ha messo un dito nell'occhio all'arbitro che rischia una lesione parziale della vista».

In Italia le regioni più a rischio, secondo le statistiche, sono Puglia, Calabria, Molise e Sardegna.

«E subito dopo ci siamo noi. Ho chiesto un incontro con le società di Seconda categoria, perché vorrei fare un discorsetto a certi dirigenti. Un discorsetto suffragato da certificati medici e dossier. Ogni domenica si registra uno o più episodi di violenza. Roba fuori dal mondo».

Già, ma in tutta questa situazione i direttori di gara non hanno nulla da rimproverarsi?

«Al di là di quelli che possono essere gli errori di campo, penso ben poco. E quel poco lo stiamo eliminando. Ho chiesto collaborazione alle società e alcune mi hanno segnalato episodi deprecabili dal punto di vista comportamentale. E sapete qual è stato il risultato? Tre arbitri, dopo le opportune verifiche, sono stati deferiti. Con ogni probabilità, tornano a casa. Io, come presidente, cerco di dare l'esempio in casa mia. Ma certi dirigenti, d'ora in poi, devono cambiare registro. Devono essere inflessibili con i propri tesserati. Come lo siamo noi. Ma è mai possibile che un dirigente di una squadra di Terza categoria lanci la bandierina addosso a un arbitro donna perché non ha concesso una punizione dal limite? E' una cosa fuori dal mondo. E ripeto: da adesso si rischia grosso. Alle società questa direttiva è già arrivata. E' l'unico strumento di difesa che abbiamo».

Esiste una tipologia di giocatore violento? «La casistica dice che è giovane, probabilmente frustrato».

Quindi? «Occorre ristabilire un rapporto di civiltà. Come dice il presidente Nicchi bisogna smetterla di mettere le mani addosso agli arbitri. Poi, parleremo del resto».

La qualità degli arbitri? «Per me è buona, nella media. Ma chiaramente in Terza e Seconda categoria vanno a dirigere le partite ragazzi giovani. Che hanno anche bisogno di sbagliare per imparare. Accade da sempre così. Però, ripeto: prima di parlare di errori o quant'altro occorre finirla con la violenza».

E nei prossimi giorni lo ribadirà anche ai dirigenti. Se è necessario anche a brutto muso.

@roccocoletti1

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