GIOCA E LOTTA, IL NUOVO CORSO STA PAGANDO

di ANTONIO DE LEONARDIS Ha messo la quarta il Pescara. La marcia giusta la ingrana sempre Lapadula, ma il motore va che è una bellezza. Anche a La Spezia la messa a punto è stata complicata per via...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Ha messo la quarta il Pescara. La marcia giusta la ingrana sempre Lapadula, ma il motore va che è una bellezza. Anche a La Spezia la messa a punto è stata complicata per via dei tanti imprevisti della vigilia, ma Massimo Oddo è riuscito a presentare lo stesso una squadra in grado di fare l'ennesimo piccolo capolavoro.
Oggi i biancazzurri, hanno già gli stessi punti (61) messi insieme nella passata stagione ma ci cono ancora da giocare cinque partite; sono quinti in classifica a due punti dal Bari e a uno del sempre più sorprendente Trapani; hanno un vantaggio di quattro lunghezze sull'Entella, attualmente al nono posto. Ce n'è abbastanza per prepararsi nel modo migliore al decisivo sprint finale per entrare nella griglia dei play off e con la migliore posizione possibile, alla quale al momento aspirano con giustificate ambizioni tutte le squadre ancora in lizza. Avanti comunque, un passo alla volta ma con la certezza di aver ritrovato quelle certezze che il lungo periodo di risultati negativi avevano minato. In questo momento, anzi, il Pescara sembra avere anche qualcosa in più sul piano tattico, vista la capacità della squadra di interpretare in maniera diversa i vari momenti della partita.
In sostanza Oddo ha trasformato la necessità, determinata dall'emergenza, in virtù, e la conferma, dopo la "prova generale" di Avellino, l'ha avuta proprio nel corso della gara con lo Spezia. Due punte a stretto contatto e Cristian Pasquato tra la linea dei centrocampisti in avvio; poi moduli e assetto tattico che cambiano in continuazione senza alterare il rendimento della squadra anzi dandole quel che serviva al momento giusto. Un'impresa pure questa che la dice lunga tra l'altro sul rapporto che c'è tra Oddo che predica e la squadra che esegue, ma anche sull'affidabilità delle soluzioni adottate nelle ultime settimane vincenti. E a La Spezia il tecnico ci ha fatto vedere le due facce di questo Pescara nuovo corso: deciso e concreto nel primo tempo giocato anche col consueto coraggio (con il gol di Lapadula e altre tre occasioni importanti); concreto e capace di affrontare con l'atteggiamento giusto anche il clima da battaglia che ha caratterizzato la seconda parte della gara. E, al di là dei meriti del collettivo, credo che sia giusto sottolineare alcune prestazioni individuali: il pieno recupero, anche psicologico, di Vincenzo Fiorillo, la conferma di Davide Vitturini, ormai con pieno diritto titolare aggiunto, l'affidabilità di Rolando Mandragora come difensore centrale (pronto a scommettere che questo sarà il suo ruolo anche nella Juve), l'utilità di Bruno, la carica agonistica e la forza in mezzo all'area avversaria di Gianluca Lapadula, più che mai capocannoniere della B ma soprattutto immagine di un Pescara che non molla mai.
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