GIOCO FINE A SE STESSO SE NON HAI UN BOMBER

24 Ottobre 2016

di ROCCO COLETTI La caduta della Juventus ha riacceso le speranze delle inseguitrici. Il Milan e la Roma sono a meno due dalla capolista; la lotta per lo scudetto trae beneficio da questa nona...

di ROCCO COLETTI

La caduta della Juventus ha riacceso le speranze delle inseguitrici. Il Milan e la Roma sono a meno due dalla capolista; la lotta per lo scudetto trae beneficio da questa nona giornata di campionato che passerà agli archivi anche per l’ennesimo passo falso dell’Inter. Lo psicodramma nerazzurro prosegue e adesso il dito è puntato contro il tecnico olandese: lui non capisce la squadra o viceversa. Panchina a rischio, probabilmente sarà la sfida di mercoledì sera a San Siro, contro il Torino, l’ultima chance per l’allenatore chiamato ad agosto (un paio di settimane prima del via alla serie A) per sostituire Roberto Mancini. Di certo gli investimenti dell’estate del gruppo Suning fanno a cazzotti con un rendimento che pone l’Inter ai margini della zona retrocessione. Certo, c’è tempo per risalire la china (la Juve dell’anno scorso insegna...), ma l’allarme rosso è scattato.

Se la classifica si è accorciata nelle zone alte, sembra delineata nei bassifondi. Ci sono quattro squadre che appaiono staccate: c’è l’Udinese a quota 10 punti, poi Pescara (7), Empoli, Palermo (6) e Crotone (1). Un quadro mutabile, ma pur sempre indicativo. E comunque prevedibile. Quattro squadre che, numeri alla mano, sono destinate a giocarsi la salvezza. Il Pescara ha il bonus del successo a tavolino contro il Sassuolo, non ha mai vinto sul campo. Ma proprio il campo dice che ha raccolto meno di quanto meritava. I limiti strutturali – la mancanza di un difensore di spessore e di un bomber di categoria – denunciati in tempi non sospetti si stanno rivelando un fardello sulle spalle dei biancazzurri. E’ vero che da qui a gennaio non ci sono soluzioni alternative, ma le prime nove giornate di campionato hanno confermato le sensazioni del precampionato “sfuggite” a Sebastiani e Oddo che si sono sgolati nel dire che l’attacco era competitivo e che la difesa non aveva bisogno di rinforzi. Opinioni smentite dal campo. Con due giocatori di livello ora il Pescara poteva avere ben altra classifica. E non è una questione di soldi o di budget, ma di programmazione e di scelte strategiche. Il calcio è abituato a sovvertire i pronostici, ma se tutti sono convinti che al Pescara manchi un bomber, probabilmente un motivo ci sarà. La partita persa a Udine è emblematica.

@roccocoletti1

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