Giordano: trattatemi come un professionista

11 Febbraio 2020

A 16 anni è un idolo del PalaMaggetti: applausi per una tripla contro Piacenza Coach D’Arcangeli sta bene: il malore di domenica è solo un brutto ricordo

ROSETO. Tornare alla vittoria dopo 7 sette turni, domenica scorsa, ha giocato un brutto scherzo a D’Arcangeli che ha accusato nel dopo gara un piccolo malore: per fortuna, l’allarme è subito rientrato, col coach già tranquillo sulla strada del ritorno a casa. Resta così agli Sharks una doppia soddisfazione: l’aver riagganciato Orzinuovi, e l’aver avuto tra i migliori di giornata Nicola Giordano, capitano della Nazionale under 16 che ha vinto il bronzo europeo l’estate scorsa. Giordano tra l’altro, grazie alle prestazioni nell'ultimo Lido delle Rose vinto da Mvp, è oramai il beniamino del PalaMaggetti: «Non posso che ringraziare i tifosi, so che mi guardano con occhio benevolo e si aspettano grandi cose, per questo insieme ai miei compagni cerchiamo sempre di fare il meglio», racconta il giovane playmaker, ovviamente felice per la partita giocata: per lui i 14 punti segnati in 37 minuti sono numeri che non raccontano completamente di come questo sedicenne non abbia mai tremato quando la difesa di Piacenza gli ha concesso qualche spazio di troppo, dedicandosi poi in difesa a tenere a bada un cannoniere come Ferguson che ha segnato lo stesso parecchio, facendo però tanta fatica. I mille sulle tribune poi, sono saltati in piedi su quella sua tripla frontale di tabella del 57-54 al 27’, proprio nel momento del massimo sforzo della squadra ospite. Giordano la racconta così: «Sinceramente non sono stato lì a pensarci, affidandomi all'istinto. Era un tiro aperto da prendere, l’ho fatto, con un pizzico di fortuna che non guasta mai», sorride il giocatore, contento di come stiano andando le cose a livello personale: «Io la sto vivendo bene, so di essere il giovane della squadra e quando il coach mi chiama cerco di esser pronto, mi metto alla pari degli altri, assumendomi le mie responsabilità. Non voglio essere trattato come un bambino, ma da giocatore professionista». Insomma, con cinque infortunati cronici e un Pierich utilizzabile col contagocce, Roseto ha trovato la quadra con una rotazione ridotta, trovando forse l’abbrivio giusto per rilanciarsi in classifica: l’imperativo è sempre quello di abbandonare l’ultimo posto che fa retrocedere direttamente in serie B. In realtà un aiuto potrebbe arrivare dall'esterno: ad esempio da Imola, da dove arrivano sinistri scricchiolii dopo la conferenza stampa societaria che dichiarava in 300 mila euro la somma per finire il campionato, bissata dalla nota dei giocatori emessa tramite la Giba, con cui hanno messo nero su bianco di non essere arrivati al terzo stipendio: il 18 febbraio ci saranno da produrre le liberatorie per tutti i club, e chissà che non escano altri imprevisti. La situazione è fluida, tecnicamente esiste anche l’estrema ipotesi di radiazione, ma ad oggi è presto per dar sentenze. Meglio quindi che gli Sharks si tirino intanto fuori dalle secche da soli.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.