Giovani, come salvare una generazione

6 Aprile 2021

L’Abruzzo propone alla Lnd lo slittamento delle categorie di un anno causa Covid

PESCARA. Una generazione da salvare. Ragazzi che nel pieno dello sviluppo psico-fisico sono stati fermati dal Covid-19, impossibilitati a svolgere l’attività agonistica. E di conseguenza penalizzati nel processo di sviluppo. Il calcio dilettantistico guarda al presente, ma con un occhio si rivolge al futuro. Alla prossima stagione e a come ripartire. Un problema che si è posto Ezio Memmo, il presidente della Lnd Abruzzo che ha inviato una lettera al presidente della Lega nazionale dilettanti Cosimo Sibilia e al capo del settore giovanile scolastico Vito Roberto Tisci. Una lettera contenente un’analisi della psicologa Irene La Fratta e una proposta per evitare di bruciare una generazione. Che potrebbe essere riassunta nel blocco delle annate per consentire ai giovani di recuperare parte del tempo perso. Secondo uno studio sono andati in fumo circa 3-400 ore tra allenamenti e gare di campionato a seconda delle fasce di età dei ragazzi. «Si pensi, ad esempio, ai ragazzi nati nell’anno 2002», sostiene Ezio Memmo, «che negli ultimi due campionati Juniores (stagioni 2019/20 e 2020/21) hanno disputato solo 20 partite e che nella prossima stagione si troverebbero ad essere al secondo anno come fuoriquota nei campionati riservati agli adulti nelle categorie dilettantistiche (Promozione, Eccellenza, serie D) senza aver mai disputato una gara, tantomeno con la dovuta preparazione fisica, tecnica, tattica e psicologica». Non solo, perché lo stesso discorso vale per quei ragazzi che crescendo avrebbero dovuto cambiare categoria. «Ciò è evidente anche per coloro che passano da un campionato Giovanissimi a quello della categoria Juniores (nati nel 2004) senza aver disputato due campionati allievi (stagioni 2019/20 e 2020/21) o per coloro che salterebbero la categoria Juniores per disputare direttamente gare nei campionati adulti (nati negli anni 2003 e 2002)». Una premessa tesa a motivare l’esigenza di recuperare il tempo perso e a sostenere un provvedimento tampone «che», secondo Memmo, «permetta ai giovani che sarebbero obbligati al salto di età di poter rimanere temporaneamente a disposizione della categoria in cui non hanno potuto giocare, per crescere e maturare. Occorre una rimodulazione dei campionati giovanili anche in base all’anno di nascita dei singoli atleti proprio per venire incontro alle esigenze delle società che potrebbero ritrovarsi in prima squadra elementi non in grado di affrontare certe categorie». La proposta che Memmo mette sul tavolo di confronto è lo slittamento delle categorie di un anno, perché i ragazzi nati nel 2002 hanno disputato solo 20 partite su due campionati juniores (2019/2020 e 2020/2021 ) e nella prossima stagione (2021/2022) si troverebbero già ad essere al secondo anno come fuoriquota nelle categorie dilettantistiche (Promozione, Eccellenza, serie D) senza aver mai giocato in queste categorie, né con la dovuta preparazione nei due anni precedenti; i ragazzi nati nel 2003 hanno saltato un campionato allievi (solo 13 partite nel 2019/2020) ed uno juniores (2020/2021) per cui nella prossima stagione (2021/2022) si troverebbero a disputare un campionato Juniores come “senior” ed essere al primo anno come fuoriquota nelle categorie senza avere la necessaria preparazione; i ragazzi nati nel 2004 hanno saltato due campionati allievi (2019/2020 e 2020/2021) quindi si troverebbero a disputare un campionato juniores passando, praticamente, dai Giovanissimi alla Juniores. «Se non ci fosse la possibilità di bloccare lo slittamento delle annate», l’allarme lanciato da Memmo, «molti di questi ragazzi, soprattutto i nati negli anni 2002 e 2003, sarebbero fuori dai giochi e lascerebbero il calcio».
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