Giovannangelo: durante l’inverno mi alleno anche a zero gradi

9 Agosto 2019

Tommaso Giovannangelo è un altro podista proveniente da Fara San Martino, come Alberico Di Cecco, paesino di poco più di mille anime della comunità montana della Maielletta che, per quanto piccolo,...

Tommaso Giovannangelo è un altro podista proveniente da Fara San Martino, come Alberico Di Cecco, paesino di poco più di mille anime della comunità montana della Maielletta che, per quanto piccolo, sembra essere una fucina di validi podisti. Tanto è vero, che è nata una locale società di atletica, la Asd La Sorgente Fara San Martino, affiliata da un paio d’anni alla federazione italiana di atletica leggera, che conta 37 tesserati. Tra questi, figura Giovannangelo, 34 anni, cresciuto nella vecchia Farnese Pescara del professore Renato D’Amario. Un passato interessante nelle categorie giovanili, con diverse presenze nelle varie rappresentative regionali under 16 e under 18 e partecipazioni a vari campionati italiani giovanili, Giovannangelo è uno di quei podisti dalle qualità fisiche al di sopra della media, almeno nel contesto regionale. In questa stagione ha ridotto le sue apparizioni alle gare per problemi di salute, ma le sue prove sono sempre graffianti. Nella vita di tutti i giorni lavora come operaio calzaturiero in una azienda di Palombaro. «L’orario fisso di lavoro, dalle 8 alle 17, mi consente di pianificare al meglio la giornata sotto il profilo degli allenamenti», fa sapere Giovannangelo. «Riesco quasi sempre a ricavarmi quell’ora e mezzo di allenamento quotidiano, svolto in prevalenza su una pista a quattro corsie in cemento che è presente a Fara San Martino. L’inverno non è facile, perché arriva presto l’oscurità e mi alleno con temperature sui zero gradi. In compenso, la pista può essere illuminata». Il calendario annuale di Giovannangelo, salute permettendo, si aggira sulle quaranta presenze gara, distribuite tra strada, campestri e anche il trail, una disciplina che sta imparando ad apprezzare come utile variante. «Gli obiettivi di inizio stagione sono sempre le campestri e i 10.000 su pista. La pista sento che mi appartiene, perché sono un agonista nato», evidenzia Giovannangelo. «In queste gare si respira un’altra aria, quella della vera tensione per il risultato. Nelle gare su strada è diverso, c’è un’atmosfera più rilassata, che dà meno il senso del confronto agonistico. A questa età, e con gli impegni della giornata, non posso più preparare al meglio le gare su pista come un tempo, ma continuano ad affascinarmi. Poi, per il periodo autunnale mi piacerebbe preparare al meglio una maratona. Il mio desiderio sarebbe di disputare la maratona di Firenze, a novembre. Non so in quale anno potrò farla, ma è una maratona alla quale vorrei partecipare, anche per la bellezza della città. Inoltre, mi piace confrontarmi con il cronometro», rivela Giovannangelo. «L’ambizione è poter correre un giorno la maratona sotto le 2 ore e 30 minuti, e dovrei curare di più la distanza della mezza maratona». (r.r.)
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