Giuliani: «Ciccone e Cataldo possono vincere all’Aquila»

Il ds pescarese della Giotti Victoria: «Spero che uno dei due trionfi. Il mio favorito per la maglia rosa è Vincenzo Nibali»
PESCARA. Sette volte al Giro d’Italia da corridore (due vittorie di tappa), una decina da direttore sportivo tra Cantina Tollo, Mobilvetta, Fomaggi Pinzolo, Vini Fantini e Nippo-Fantini e adesso sta studiando per tornarci da protagonista con un nuovo team. Stefano Giuliani, 61 anni, è l’emblema del ciclismo abruzzese. Si è raccontato al Centro, facendo le carte al Giro d’Italia che oggi arriva in Abruzzo.
Giuliani negli ultimi tre anni è passato dalla Nippo-Fantini, Ms Tina-Focus e adesso la nuova Giotti Victoria - Palomar. Non si ferma mai.
«Ho fatto sempre ciclismo, da atleta, team manager e direttore sportivo, e ho deciso di intraprendere questa nuova avventura. Ho fatto una scommessa con me stesso e finora sta andando bene. Questa per me è una terza giovinezza e sono contento di essere riuscito a coinvolgere in questa avventura anche alcuni personaggi del mondo del ciclismo e del mondo dello spettacolo, come il mio capitano Francesco Moser, con il quale ho avuto il piacere di correre nella stessa squadra, e Justine Mattera, che si è avvicinata sempre più al ciclismo anche grazie anche a me».
Il sogno qual è?
«Fare una squadra World Tour, ma non sarà semplice. La Giotti è una mia creatura e al momento mi godo quello che ho. È sempre più difficoltoso ripartire da zero come ho fatto io, però finora sta andando molto bene e sono orgoglioso dei miei corridori».
Dopo averci lavorato assieme per diversi anni, in futuro potrebbe nascere un nuovo binomio con la Vini Fantini?
«Se dovesse succedere perché dovrei dire di no? Sarei disponibile per il bene del ciclismo abruzzese. Per me sarebbe un motivo d’orgoglio, ma solo sotto un profilo commerciale, per il comparto sportivo vorrei pensarci io».
La sua Giotti è in partenza per il Giro del Giappone.
«Non ci sono mai andato perché in passato è sempre stato concomitante al Giro d’Italia. Per la Giotti è motivo d’orgoglio essere invitata a questa importante manifestazione e speriamo di ben figurare come abbiamo fatto in Europa».
In Abruzzo arriva il Giro d’Italia con la Vasto-L’Aquila. Che tappa sarà?
«Intanto sarà uno spettacolo. Il Giro è una festa popolare e gli abruzzesi hanno fame di ciclismo. Per questo dico che Giulio Ciccone e Dario Cataldo daranno l’anima calcolando che sono tutti e due figli di questa terra. Io quando correvo al Giro avevo energie incredibili nelle tappe abruzzesi».
Chi è favorito tra i due?
«Cataldo ha dei compiti precisi di squadra per portare in alto Lopez, ma se ha la possibilità di staccarsi può farcela. Ciccone ha già vinto una tappa al Giro, in salita spinge e all’Aquila potrebbe provarci. Quest’anno sta puntando tutto sulla maglia azzurra e sono sicuro che farà un grande Giro. Da buon abruzzese, però, spero che Ciccone e Cataldo vadano in fuga insieme e poi che vinca il migliore…».
Chi vincerà il Giro 2019?
«Vincenzo Nibali perché è un corridore che ci mette il cuore. Molto probabilmente il prossimo anno cambierà squadra e adesso vuole lasciare il segno con la Bahrain-Merida. Poi c’è Roglic che sta facendo bene e, dopo aver vinto alla Tirreno-Adriatico, potrebbe fare molto bene anche al Giro».
Pronto per il Trofeo Matteotti 2019?
«Stiamo lavorando con il presidente Daniele Sebastiani per creare una grande edizione. Sarà un grande Matteotti in base ai corridori che parteciperanno. La data sarà la stessa, a settembre, prima del Mondiale».
Tra quanto tempo la rivedremo al Giro?
«Sono nato per soffrire. Ho una testa diversa dagli altri miei colleghi e per fare una grande squadra servono sponsor importanti. Ci sto provando a creare una squadra battagliera per tornare alla corsa rosa. Io voglio combattere e non fare la comparsa. Nel 2016 con la Nippo-Fantini che aveva un campione come Damiano Cunego capitano, abbiamo fatto molto bene».
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