Giuliano Teatino-Canosa Sannita si rigiocherà mercoledì

5 Maggio 2017

Contr'ordine: si gioca! È quanto ha deciso la Corte Sportiva di Appello, in merito all'incontro di Prima categoria (girone C) Giuliano Teatino-Canosa Sannita. Sospeso (lo scorso 26 marzo) al 45' pt,...

Contr'ordine: si gioca! È quanto ha deciso la Corte Sportiva di Appello, in merito all'incontro di Prima categoria (girone C) Giuliano Teatino-Canosa Sannita. Sospeso (lo scorso 26 marzo) al 45' pt, dall'arbitro pescarese Silvia Scipione, che a seguito delle veementi proteste di alcuni tesserati locali, temendo per la propria incolumità optava per la interruzione definitiva del match. Assegnato (a tavolino) agli ospiti, dal Giudice sportivo, che squalificava per 4 turni il calciatore di casa Luca Paolini, le cui proteste avevano causato la caduta all'indietro, senza conseguenze, della Scipione. Sanzione in seguito confermata dalla stessa Corte Sportiva di Appello. Alla quale faceva peraltro ricorso anche il Giuliano Teatino (tuttora in lizza per i play off), vedendo accolte le proprie istanze, tant'è che mercoledì, tre giorni dopo la fine della regular season, dovrà affrontare di nuovo il Canosa. Che pur matematicamente salvo, non ha digerito il provvedimento, come fa chiaramente capire il suo presidente Adamo Bersagliere. «Ex presidente», chiarisce subito il diretto interessato, «visto che da questo momento non intendo più ricoprire alcun incarico. Nè in questa società nè nel calcio in generale. Porterò a termine la stagione assicurandone la gestione ordinaria per poi farmi da parte. Lascio un club con i conti a posto ed in Prima categoria. Se c'è qualcuno interessato si faccia pure avanti, perché in caso contrario non iscriverò la squadra al prossimo campionato. Personalmente», prosegue il patron del Canosa, «non ho nulla contro il Giuliano Teatino, ma non è accettabile che chi in giro predica il fair play ed il rispetto, poi tolleri determinate situazioni, finendo paradossalmente col punire chi si è invece comportato bene. Io al campo c'ero ed ho visto tutto: dalla spinta all'arbitro alle successive proteste e minacce verbali. Reiterate peraltro anche dopo che la signorina Scipione si era chiusa nel suo spogliatoio. Del resto», conclude, Adamo Bersagliere, «se così non fosse, perché avrebbe dovuto richiedere l'intervento dei Carabinieri? Se questo è il calcio, preferisco non farne più parte. Alla Lega ed agli organi giudicanti dico solo che così facendo hanno creato un pericoloso precedente, legittimando di fatto chi si comporta male. In barba alle tante belle parole espresse in occasione degli incontri sul fair play...».
Stefano De Cristofaro
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