Giulianova, cordata all’orizzonte

23 Maggio 2016

Imprenditori coordinati da professionisti locali sondano il terreno per ripartire

GIULIANOVA. Una cortina di silenzio sembra ammantare le vicende del calcio giuliese. Da una parte, la tifoseria, che in altri tempi si interessava a ogni minimo movimento, è preda di una certa indifferenza, dall’altra l’effetto delle retrocessioni del Città di Giulianova in Eccellenza e del Calcio Giulianova in Prima categoria, e i cui destini probabilmente si intrecciano, si fanno sentire.

Soprattutto la crisi del Città di Giulianova rimane impantanata sull’ingarbugliata situazione dei bilanci e del braccio di ferro tra il suo presidente effettivo Franco Feliziani, l’amministratore unico Ferdinando Perletta, di cui si attendono le dimissioni ufficiali, e il procuratore speciale Berardo D’Antonio, che è stato il deus ex machina della società dal 2012 e dal quale i legali di fiducia di Feliziani attendono ancora la presentazione dei libri contabili. Quello che appare inevitabile è la liquidazione del Città di Giulianova, oberato da un debito di oltre 600mila euro che nessun imprenditore, almeno al momento, intende caricarsi sulle spalle. Ecco il perché delle tante fughe, compresa quella di Peppe De Cecco. L’unica strada è quella della nascita di una nuova società, ora che è tramontata l’ipotesi di fusione con il San Nicolò. Sotto traccia si parla di un interessamento di imprenditori seri della regione coordinati da professionisti locali. L’interessamento parte innanzitutto dal presupposto della disponibilità di strutture all’altezza, visto che il Fadini appare sempre più obsoleto e il Castrum paga una ristrutturazione resa lunga e complicata da problemi con la ditta appaltatrice. Altro punto cardine è ripartire almeno dalla Promozione, con l’acquisizione del titolo di un altro sodalizio dei campionati provinciali, puntando anche sul rilancio della politica giovanile. Tutto è allo stato embrionale. (l.r.)

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