Giulianova, spunta Mecomonaco

Il tecnico teatino nella lista dei papabili con Di Fabio e Rachini. E a Chieti il futuro è ancora un rebus
C'è anche Antonio Mecomonaco in lizza per la panchina del Giulianova. La società ha avviato i contatti con l'esperto allenatore teatino, che in D ha già allenato Matelica, Recanatese, Civitanovese e Sulmona. La scelta del nuovo allenatore, che prenderà il posto di Attilio Piccioni, diventato responsabile dell'area tecnica, dipenderà anche dai programmi che la società del duo Bartolini-Vernacotola intenderà fare in serie D. In corsa per la panchina ci sono anche Guido Di Fabio del Martinsicuro e Paolo Rachini della Rc Angolana (accostato pure al Francavilla), che nella stagione 2004/2005 è stato allenato a Città Sant'Angelo da Piccioni. Da questa lista di nomi potrebbero uscire fuori anche un paio di allenatori di fuori regione. In Eccellenza, il Chieti deve trovare un'alternativa a Giulio Trevisan. Dopo le dimissioni del presidente, la palla è passata nelle mani del vice Filippo Di Giovanni e del dirigente Massimo Reale che si stanno muovendo per cercare nuovi imprenditori disposti ad entrare in società. L'ultima parola spetta sempre a Trevisan che ha più volte dichiarato che darà la società solo a persone serie e affidabili in grado di dare continuità al progetto sportivo. La volontà del presidente dimissionario è di non andare troppo per le lunghe e di cedere la società entro la fine del mese. Intanto, il tecnico Umberto Marino è tornato a casa a Gualdo Tadino e segue gli sviluppi societari. «Mi piacerebbe rimanere a Chieti con un programma serio e ambizioso», spiega l'allenatore campano. «L'ultimo mese mi ha lasciato tanta amarezza. Non ho dormito per quattro giorni. Per rimanere a Chieti rinuncerei anche ad eventuali proposte dalla serie D. Sto aspettando di conoscere le persone che prenderanno in mano la società. Da parte mia c'è la volontà di rimanere e di fare le cose per bene. A Chieti bisogna essere chiari fin da subito con i tifosi e spiegare i programmi. Servono giocatori professionisti perché per indossare questa maglia non serve solo saper giocare a calcio, ma occorrono anche altre qualità. Chieti è una piazza esigente e basta poco per ritrovarsi cento persone a contestarti fuori dai cancelli». Marino non ha ancora smaltito la delusione per il negativo finale di stagione e per l'eliminazione dalla semifinale play off con lo Spoltore. «Abbiamo fatto quattordici partite da grande squadra, poi negli ultimi venti giorni abbiamo rovinato tutto il lavoro fatto prima. Il rimpianto è legato al calo dell'ultimo mese. Mi sono fatto mille domande. Io tratto tutti i ragazzi allo stesso modo e forse ho intaccato la suscettibilità di qualcuno. C'erano un paio di giocatori con il muso lungo». La serie D è sfumata per il Chieti, ma non per il Paterno che domenica affronterà a Canistro il Ladispoli per l'andata del primo turno della fase nazionale dei play off. Il ritorno è in programma il 27 maggio in terra laziale.
Giammarco Giardini
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