Giulianova vince e riapre il campionato

Il Teramo dominato prima e dopo il gol decisivo di Di Paolo: nessun tiro nella porta di Boccanera. Ora la capolista è a +5
GIULIANOVA. Stavolta la gioia è giallorossa. A 18 giorni dagli amarissimi rigori della finale di Coppa Italia il Giulianova batte il Teramo, torna a -5 e tiene vivo un campionato che con un pareggio sarebbe rimasto indirizzato nettamente pro Diavolo e con una vittoria ospite sarebbe defunto prematuramente. Ma del derby numero 157 non sarà ricordato solo il risultato. Perché, al di là del risultato (troppo stretto per quanto si è visto) e della sua importanza, i quasi 100 minuti di partita hanno detto di una supremazia imbarazzante del Giulianova quasi da ogni punto di vista: certamente da quelli tecnico, tattico e mentale, mentre i crampi che hanno colpito diversi giallorossi nel finale dicono che sul piano atletico forse sta meglio il Teramo. Ma siccome il calcio non è il podismo e c’è di mezzo il pallone, si può dire che non c’è stata partita. Il Giulianova ha concluso a rete 16 volte contro cinque e ha calciato 12 angoli contro uno, ma al di là dei numeri ha tenuto in pugno il derby senza soluzione di continuità, prima e dopo il gol decisivo.
Pagliaccetti ha recuperato Cognigni (che ha giocato con una maschera protettiva dopo essersi fratturato un’orbita in allenamento mercoledì, e già questo dice tanto su quale fosse lo spirito giallorosso) e riproposto un 4-3-3 in cui la novità era Carbonelli playmaker e la variante tattica un Massetti più interno che esterno, messo in trequarti sul centrodestra a stringere in una morsa, insieme a Di Giuseppe, l’unico ragionatore del Teramo, ovvero Ferraioli. Il Teramo, in ogni caso, fin dall’avvio ha rinunciato a ragionare: palla lunga sulle punte e stop, mentre il Giulianova al calcio giocava eccome, fraseggiando veloce e portando tanti uomini nella metà campo avversaria. Due parate di Negro, all’11’ su un tiro ravvicinato di Massetti e al 14’ su una bomba dal limite di Di Paolo, sono stati segnali che il Teramo non ha colto. Così, al 20’, Francesco Di Paolo ha fatto esplodere il Fadini fiondandosi su una palla crossata sporca da Maffione e deviata in mezzo all’area daCognigni: impossibile per Negro parare la botta di prima a colpo sicuro del numero 7, al terzo gol nei tre derby stagionali.
Se qualcuno pensava che sull’1-0 il Teramo si sarebbe scosso e la partita sarebbe cambiata, si sbagliava di grosso. Fino all’intervallo sul taccuino solo due tiri del tarantolato Massetti, uno alto e uno parato da Negro; dall’altra parte, zero. Il Diavolo ha un po’ avanzato il baricentro nella ripresa, guadagnando qualcosina dagli ingressi di Esposito e Santirocco, ma non è mai riuscito a prendere in mano il gioco. In tutto l’interminabile secondo tempo gli unici brividi per il popolo giallorosso sono stati due tiri da fuori di Ferraioli e Rei, entrambi larghi di poco, e un tiro cross da fermo di D’Egidio che il “mascherato” Cognigni ha respinto con il volto, restando poi a terra stordito e facendo temere problemi di salute per fortuna rivelatisi non gravi. Il Giulianova, invece, ha continuato a giocare, a tirare e a guadagnare calci d’angolo sfiorando il raddoppio intorno alla mezz’ora con Di Paolo su punizione (Negro ha deviato in tuffo) e Cognigni con una spettacolare girata finita alta. Nel finale Pomante (un po’ tardivi i suoi cambi, visto come andava...) ha azzardato un 4-2-4, ma i suoi non hanno mai impegnato Boccanera.
È finita con una gran festa giallorossa sotto la curva ovest. E, a proposito della cornice, va detto che come spesso è accaduto in questo derby è stata esagerata: stadio stracolmo (in vendita c’erano 2.300 biglietti, ma tra under 14 che entravano gratis e tanta gente fatta entrare perché premeva ai cancelli i presenti erano molti di più) e tifo incessante, con qualche deplorevole eccesso (bombe carta, lancio di oggetti). Peccato soprattutto per i tafferugli scatenati dal solito manipolo di idioti prima del match (vedi cronaca di Teramo): probabile una raffica di Daspo. Anche questo, purtroppo, è il derby più derby d’Abruzzo.
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