Giulio si consola con l’abbraccio dei cari

Il teatino al traguardo con genitori, fidanzata e il cagnolino. «Sono contento, ci rivediamo al Giro»
BELLANTE. Sole, un tifo speciale per Giulio Ciccone e la vittoria del più forte di tutti, quel Tadej Pogacar che qualche giorno fa aveva dominato le Strade Bianche. Bellante non poteva chiedere di più per la sua “prima” nell’élite del ciclismo mondiale e per qualche chilometro la giornata sembrava poter parlare interamente abruzzese perché il teatino Giulio Ciccone ha dato la sensazione di pedalare benissimo alla ruota di Pogacar. Poi, l’accelerata da fuoriclasse dello sloveno e per il capitano della Trek è arrivato un quinto posto comunque prestigioso. Per qualche minuto Bellante è sembrata la fotocopia di Campo Felice al Giro d’Italia: al posto di Pogacar c’era Bernal, alla ruota del più forte sempre Giulio Ciccone ma non è bastato. Ieri all’arrivo aveva il volto un po’ scuro: ok la fatica, ok aver provato a resistere al più forte, ma anche un pizzico di delusione perché una vittoria nel suo Abruzzo la voleva fortemente. Nessuna intervista, un salto al traguardo per salutare mamma e papà, una carezza a “Pimpi” il suo nuovo amico a quattro zampe e poi via sotto la doccia. Solo più tardi arriva l’analisi della giornata. «Chiudo la tappa contento, ma c’è margine per crescere». Sono le prime parole di Giulio Ciccone che in cuor suo ha l’obiettivo del Giro d’Italia e in particolare quel Blockhaus che potrebbe regalargli una giornata da favola. «La Majella sarà una salita più adatta alle mie caratteristiche e sono convinto che posso migliorare ancora tanto». Ciccone torna a parlare della tappa di ieri, corsa con una grande novità rispetto a quello che era il suo modo di fare. Mai un’energia sprecata, sempre alla ruota del più forte e grande intelligenza tattica mostrata. «Ho corso per la vittoria e voglio ringraziare la squadra per come mi ha supportato. La salita è stata fatta a ritmi impressionanti da subito». Ciccone prima di salutare torna a parlare del sua regione. «Le motivazioni su queste strade diventano extra. Le stesse motivazioni che avrò sul Blockhaus». Voto alto in pagella per la Trek e, dopo la fuga di Simmons, è stato l’altro abruzzese Dario Cataldo a prende in mano le operazioni. «Come descrivo la tappa? Super veloce», dice il miglianichese, «nonostante ci fosse un bel dislivello. Abbiamo preso la salita dal primo giro con un ritmo elevatissimo. Il compito era quello di tenere Giulio davanti e abbiamo fatto un buon lavoro. La vittoria? Avevamo messo un bel cerchio rosso su questa giornata ma quando trovi un Pogacar così….! E comunque le tappe abruzzesi regalano sempre grandi emozioni». Emozioni sottolineate dal direttore della Tirreno Adriatico Stefano Allocchio. «Tappa bella, ha vinto quello che è il corridore più forte di tutti. Un vero cannibale come lo era Merckx». Un complimento che si tiene stretto Luigi Di Giosia, la mente pensante di questa frazione. «Ringrazio Allocchio per le belle parole e per la fiducia». Con uno sguardo attento all’ordine di arrivo ecco che al 12° posto c’è Domenico Pozzovivo (Wanty Vini Zabù), quest’anno con un po’ di Abruzzo nel motore. «Un grazie speciale a Valentino Sciotti che mi ha dato questa opportunità, ho provato a restare davanti, ma vi aspetto tutti sul Blockhaus al Giro perché lì le pendenze saranno più adatte a me». E allora non resta che attendere il 15 maggio quando l’Abruzzo tornerà ad essere al centro del ciclismo mondiale. Il Blockhaus e Pescara già iniziano a colorarsi di rosa.
Enrico Giancarli
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