«Giusto dare fiducia al boemo, il Delfino si rialzerà»

Perinetti, Lupo e Delli Carri approvano la scelta di Sebastiani: «Ma finora la squadra ha deluso»
PESCARA. Manca una gara al termine del girone di andata, ma è già tempo di bilanci. Il Pescara, 12° in classifica, al giro di boa sarà fuori dai primi 8 posti anche se giovedì dovesse battere il Venezia. Un rendimento deludente che Sebastiani e Zeman sono certi di poter invertire. Dopo la lite dei giorni scorsi la frattura si è ricomposta e la società ha ribadito la fiducia al tecnico. Su questo argomento e su ciò che ha detto la B nelle prime 20 partite sono intervenuti Giorgio Perinetti, il direttore generale del Genoa che ha portato il Venezia dalla serie D alla B, Fabio Lupo, il ds pescarese del Palermo e l’ex direttore sportivo biancazzurro Daniele Delli Carri.
Giorgio Perinetti. «Quando si ingaggia un allenatore come Zeman, lo si sposa in toto. Bisogna assecondarlo fino in fondo, perciò Sebastiani ha fatto bene a confermarlo anche se la squadra dovrà fare qualcosa in più. La serie A? Al momento sono favorite Palermo e Frosinone, poi ci metto Bari e Parma. Devo dire, però, che il Frosinone mi ha un po’ deluso. È secondo, ma, vista la forza dell’organico mi sarei aspettato un rendimento più regolare, mentre le sorprese del campionato sono Cittadella, Venezia e Spezia. La dirigenza del Cittadella ha lavorato sempre bene negli ultimi anni, però vederli al sesto posto dopo 20 giornate è indiscutibilmente un ottimo risultato. Lo Spezia è settimo in compagnia di Cremonese e Venezia. Mi sembra un piazzamento di tutto rispetto per il club ligure che alla vigilia della stagione ha scelto di portare avanti un progetto di ridimensionamento».
Poi c’è il Venezia, dove Perinetti ha lavorato fino a due mesi fa prima di andare al Genoa. «È una sorpresa fino a un certo punto. Conosco il valore del gruppo, ma 29 punti a un turno dalla fine dell’andata mi sembrano davvero tanti». Infine, Perinetti fa qualche nome tra i calciatori che gli sono piaciuti di più finora. «Tra i giovani dico i portieri di Venezia e Ternana, Audero e Plizzari, mentre in generale, visto che adoro giocatori tecnici, metto un voto alto a Falzerano e Coronado».
Fabio Lupo, ds del Palermo. Inizialmente, per scaramanzia, il 53enne pescarese preferisce non inserire la sua squadra nell’elenco delle principali candidate al salto di categoria, poi però si arrende. «Va bene, mettiamo anche il Palermo, in fondo non dobbiamo nasconderci, ma ci sono anche Frosinone, Empoli e Parma». Nessun dubbio sulle squadre che hanno deluso di più. «Il Perugia, che era partito alla grande, e, mi dispiace dirlo, il Pescara. La rosa è almeno da quinto, sesto posto. Sono convinto che Zeman riuscirà a trovare il bandolo della matassa. Non mi ha sorpreso la scelta di Sebastiani. Anche nella scorsa stagione il presidente ha dimostrato di avere grande equilibrio. La politica del Pescara non è quella di mandare via l’allenatore alla prima difficoltà».
Tra i giovani migliori, Lupo indica un calciatore del Delfino. «Capone è una piacevolissima sorpresa. Aggiungo il nostro Dawidowicz: sapevamo di aver preso un giocatore forte, però non ci aspettavamo che si calasse così presto nella mentalità del calcio italiano. Ha giocato terzino, difensore centrale e centrocampista mantenendo un rendimento molto alto. Infine, dico Kouamé del Cittadella che ancora una volta ha confermato di saper costruire squadre affidabili».
Daniele Delli Carri, ex ds del Pescara. «Tutti si aspettavano di più dal Pescara perché ha una rosa da play off. La società ha fatto bene a continuare il percorso con il boemo. Tuttavia, gli allenatori dovrebbero rispondere con i risultati e non lamentandosi pubblicamente del mercato a quasi quattro mesi di distanza dalla chiusura. Il problema è che la squadra non ha ancora una precisa identità. Ho visto un ottimo Pescara per 30’ nella ripresa a Cesena. Ecco, lì si è vista la mano di Zeman, anche se poi il Delfino è crollata». Sulla lotta promozione. «Palermo e Frosinone favorite, l’altro posto se lo giocheranno Bari, Empoli e Parma. La squadra di D’Aversa ha un buon organico, però non bisogna dimenticare che viene dalla serie C e finora non ha potuto utilizzare Ceravolo. Lui e Caputo in B fanno la differenza. Tra i giovani? Anderson del Bari e Varnier del Cittadella».(g.t.)
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