GLI AZZURRInUNA GARA PAZZESCA

15 Agosto 2016

Niccolò Campriani scrive la storia dello sport italiano. Il tiratore fiorentino si è confermato campione olimpico della carabina 50 metri 3 posizioni, bissando il successo di Londra 2012 e...

Niccolò Campriani scrive la storia dello sport italiano. Il tiratore fiorentino si è confermato campione olimpico della carabina 50 metri 3 posizioni, bissando il successo di Londra 2012 e conquistando la seconda medaglia d’oro di queste Olimpiadi, dopo quella della carabina ad aria compressa, il terzo oro e la quarta medaglia olimpica della sua incredibile carriera. Il successo del 28enne portacolori delle Fiamme Gialle è arrivato al termine di una gara incredibile. Una, due, tre volte incredibile. Innanzitutto, perché Niccolò è arrivato in finale per il rotto della cuffia, per un solo punto: in fase di qualificazione ne ha totalizzati 1174, dieci in meno del russo Sergey Kamenskiy, fino a quel momento quasi infallibile: se il toscano ne avesse fatto uno in meno sarebbe stato escluso, com’è toccato all’altro azzurro Marco De Nicolo, che ha chiuso al 19esimo posto. Ma a quel punto – altro aspetto singolare di questa storia tutta da raccontare – il regolamento back to zero, introdotto dopo il successo olimpico colto da Campriani a Londra e criticato per primo proprio da Niccolò, ha fatto ripartire gli otto finalisti da zero. La manna dal cielo per l’azzurro, che ha cambiato marcia: nettamente in testa dopo le tre serie di 5 tiri in ginocchio, Campriani è stato riagganciato da Kamenskiy dopo le tre serie a terra, con l’altro russo Vlasov terzo. La fatica ha cominciato a farsi sentire nei tiri in piedi, con l’azzurro però al sicuro dalle prime due eliminazioni, toccate a proprio a Vlasov (autore di un 5.8) ed al norvegese Bryhn. Il fiorentino incappava in un 8.7 che proiettava Kamenskiy al comando, ma Campriani rialzava la testa con un 10.5 e metteva al sicuro una medaglia. Il bronzo andava al francese Alexis Raynaud, con un 9.1 il nostro portacolori sembrava destinato ad accontentarsi dell’argento, fino all’incredibile – e sono tre – ultimo tiro: sfinito, Niccolò si toglie il pensiero e fa 9.2, Kamenskiy attende, accumulando troppo stress, sparando l’8.7 che consegna la medaglia d’oro all’azzurro.

«Sono contentissimo della finale che ho fatto. È pazzesco arrivare a due ori, non me l'aspettavo – ha detto Campriani dopo la premiazione – Questa medaglia è un regalo. Ero sicuro che sarebbe stata ultima Olimpiade, ma adesso vediamo, ci devo pensare, smettere con un 9.2 all’ultimo tiro un po’ mi scoccia. Alla fine ero stanchissimo, tiravo tra un battito di cuore e l’altro ed è andata bene. Kamensky oggi è stato il migliore e forse ha sbagliato a tirare dopo di me».

Campriani ha portato a sette medaglie d’oro – e 19 medaglie complessive – il medagliere provvisorio degli azzurri, ma dopo la mezzanotte è arrivata sicuramente un’altra medaglia per l’Italia, d’oro o d’argento: è quella della squadra di spada di Enrico Garozzo, Marco Fichera e Paolo Pizzo, in finale contro la Francia. Gli spadisti azzurri hanno vissuto una grande giornata, spazzando via la Svizzera ai quarti di finale (45-32) ed i campioni del mondo dell’Ucraina ( in semifinale (45-33). I transalpini hanno raggiunto la finale sconfiggendo l’Ungheria (45-40).

Nella maratona vinta dalla keniana Jemima Jelagat Sumgong davanti all’atleta del Bahrein Eunice Jepkirui Kirwa e all’etiope Mare Dibaba, 13esima posizione per Valeria Straneo, 25esima la 44enne Catherine Bertone. Ritiro per l'altra azzurra Incerti.

L’ItalVolley femminile saluta i Giochi con la vittoria della bandiera ai danni di Porto Rico (3-0). Nel nuoto sincronizzato, il duo azzurro di Linda Cerruti e Costanza Ferro è sesto dopo il preliminare esercizio libero. Le due azzurre si sono qualificate per il tecnico di oggi (ore 16) e per la finale di domani (alle 19 ore italiana).

@mauridigiangiac

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