Gli ex spingono il Pescara: «Così si vince»

Il gruppo che trionfò con Di Francesco prova a dare dei consigli. Sansovini: «I biancazzurri possono arrivare fino in fondo»
PESCARA . Nel 2010 l’ultima promozione in B del Pescara. In panchina c’era Eusebio Di Francesco, subentrato in corsa ad Antonello Cuccureddu, che riuscì a vincere i play off battendo la Reggiana in semifinale e il Verona in finale. Stasera comincia la corsa dei biancazzurri di Zdenek Zeman e a poche ore dal fischio d’inizio del match con la Virtus Verona il Centro ha contattato alcuni dei protagonisti del trionfo di 13 anni fa.
MASSIMO GANCI
L’arma in più nei play off. In semifinale, dopo lo 0-0 in trasferta, il Pescara mandò al tappeto la Reggiana (2-0) con un suo gol e la rete di Francesco Zizzari. Poi Ganci andò a segno al Bentegodi nella finale di andata (2-2) e nella sfida di ritorno, il 13 giugno 2010 all'Adriatico, una sua prodezza stese il Verona dando il via alla festa. Un destro di rara bellezza che l’ex attaccante non dimenticherà mai. «Ogni volta che rivedo quel gol mi emoziono, è un ricordo indelebile», dice l’attuale allenatore della Fermana U16 che in quel torneo realizzò 11 reti (8 in campionato e 3 ai play off). «Eravamo un gruppo affiatato, fu una promozione meritata, mi auguro che la storia possa ripetersi. Allora i play off prevedevano solo la semifinale e la finale, invece adesso durano un’eternità. Bisogna pensare a una partita alla volta, serve soprattutto una condizione fisica brillante. Anche la testa conta molto, è fondamentale essere sereni». L’avversario di oggi attraversa un periodo di forma straordinario, ma Ganci è ottimista. «La Virtus Verona è una buonissima squadra, però con Zeman il Pescara ha ripreso a correre, i biancazzurri possono farcela. La favorita? La concorrenza è agguerrita. In ogni caso il Pescara è una delle principali candidate».
MARCO SANSOVINI
Anche il “Sindaco”, come lo chiamano i tifosi pescaresi, mise il timbro sulla cavalcata del 2010 realizzando un gol nella finale di andata contro il Verona. «Ai play off fummo bravi a non sbagliare le gare in trasferta, poi l’Adriatico ci diede una spinta in più. Eravamo una squadra forte e Di Francesco fece un ottimo lavoro. Zeman? Ha portato entusiasmo, ora il Pescara può giocarsela. È fondamentale non sbagliare a Verona. La Virtus è da prendere con le molle. Ha entusiasmo e tanti buoni giocatori, tra i quali Hallfredsson e Gomez. Occhio a quest’ultimo, ha 38 anni, ma guai a lasciargli spazio, con una giocata può risolvere la partita. Anche il Pescara ha punte forti. Merola ha qualità, Lescano è uno dei migliori della categoria e Delle Monache, che ho allenato nel Pescara under 16, è un talento. La favorita? Il Crotone. Ma il Pescara può arrivare fino in fondo».
SAMUELE OLIVI
L’ex difensore e capitano del Pescara 2009-10 ha smesso di giocare l’anno scorso ed è diventato allenatore. È il vice di Andrea Dossena, ex terzino di Napoli e Liverpool, attuale tecnico del Renate. «Occhio alla Virtus, non bisogna sottovalutarla. I giocatori corrono come disperati, la squadra cambia modulo in continuazione e non dà punti di riferimento. Ci hanno battuto a Verona (3-0), ma eravamo in emergenza, in casa abbiamo pareggiato (0-0) giocando una buona gara. Il Pescara? Con Zeman ha ripreso vigore, la rosa ha le potenzialità per vincere. Ci sono tante squadre competitive, mi auguro che Cesena e Pescara arrivino fino in fondo. Per vincere serve la giusta mentalità, noi nel 2010 eravamo pronti. Prima degli spareggi Di Francesco ci aveva caricato molto a livello motivazionale».
DANILO SODDIMO
In biancazzurro ha vinto due campionati (2010 e 2012) e a Pescara ha comprato casa. Soddimo si diverte ancora sui campi, quest’anno ha giocato in Promozione nel Real San Basilio, squadra romana del suo quartiere. Arrivò in Abruzzo a gennaio 2010 dalla Samp dopo aver giocato la prima parte di stagione in B nella Salernitana. Alla fine la prima grande gioia della carriera con Di Francesco. «Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto, quando torno a Pescara ci vediamo spesso sui campi da padel. Conservo tanti bei ricordi di quel campionato, in semifinale battemmo la Reggiana, poi la finale con il Verona e la festa. Eravamo molto uniti. Mi auguro che il Pescara torni in B, la società e i tifosi non meritano di stare in terza serie. Quest’anno non ho visto molte partite, ma so che con Zeman la squadra ha ripreso a correre, costruisce tante occasioni e segna tanto. Cosa serve per vincere? Tanta fame. La condizione fisica e mentale è importante, ma in questa fase sono le motivazioni a fare la differenza. Pescara deve crederci».
Giovanni Tontodonati

