Gli sponsor fuggono dal Chelsea Ora i Blues rischiano il fallimento

LONDRA. Il Chelsea rischia il fallimento se in meno di tre mesi Roman Abramovich non avrà trovato un acquirente per il club londinese: dopo le sanzioni adottate contro l'oligarca russo da parte del...
LONDRA. Il Chelsea rischia il fallimento se in meno di tre mesi Roman Abramovich non avrà trovato un acquirente per il club londinese: dopo le sanzioni adottate contro l'oligarca russo da parte del governo britannico, la fuga degli sponsor e le misure restrittive imposte alla società di Stamford Bridge, il futuro dei Blues appare più che mai incerto. Perché sull'esempio di “Three””, la società di telefonia mobile che ha annunciato la sospensione del suo contratto di sponsorizzazione, ora anche Nike sembra intenzionata a interrompere il suo accordo, del valore di quasi un miliardo di euro per 15 anni, per la fornitura delle divise sportive. Le limitazioni a cui è sottoposto il Chelsea, inoltre, non permettono al club di generare profitti, dopo la chiusura forzata dei suoi negozi di merchandising e il divieto di vendita di biglietti per le future partite. Soltanto dal botteghino i Blues perderanno nell'immediato potenziali utili per circa 700mila euro a partita, senza trascurare anche i costi indiretti determinati dal congelamento del calciomercato, in entrata e uscita. Per concludere regolarmente la stagione sportiva la Premier League ha concesso ai Blues una deroga fino al 31 maggio che consentirà di continuare a giocare, sia in Inghilterra che in Europa. Già giovedì sera la squadra di Thomas Tuchel, è scesa in campo, imponendosi sul campo del Norwich. Ma se i tifosi si sono apertamente schierati al fianco di Abramovich, Tuchel non ha potuto negare che l'attuale situazione sta pesando sui giocatori. «Ma fino a quando ci saranno abbastanza maglie da indossare e un pullman che ci porta in giro, continueremo a dare il meglio di noi stessi», ha assicurato il tecnico tedesco. Ad incombere sui prossimi mesi dei Blues sono le implicazioni economiche, dal momento che il monte-ingaggi di tutti i dipendenti si aggira attorno ai 370 milioni di euro annui, e non è chiaro se la società sarà in grado di coprire tutti i costi. Nel frattempo i protagonisti del calcio inglese esprimono solidarietà al club. Dall’ex bandiera e allenatore Frank Lampard («Ho tanti amici che lavorano dietro le quinte a cui tengo») al tecnico del Liverpool Jurgen Klopp: «Mi dispiace per Tuchel, i giocatori e tutti gli impiegati del Chelsea, perché loro non hanno alcun ruolo in ciò che sta accadendo. C’è un solo vero responsabile ed è Putin».

