Gli uruguaiani fiduciosi: «Siamo noi i più forti e batteremo gli azzurri»

Forlan: «Sarà un’altra battaglia, ma noi siamo più solidi» Saurez: «Dietro sono deboli e hanno speso molto per il caldo»
INVIATO A NATAL. Ricapitolando. Venerdì Diego Forlan ha detto «sarà un’altra battaglia, ma noi diventiamo invincibili quando siamo disperati»; poi sabato è arrivato Nando Muslera ad avvertirci che «vinciamo noi perché abbiamo l’attacco più forte»; quindi domenica è toccato ad Alvaro Gonzalez ricordarci che «Balotelli è emotivamente è instabile e siamo sicuri di vincere».
Nel Mondiale della presunzione, l’Uruguay aveva già raggiunto come minimo la finale E ieri ha vinto anche quella, alzando la Coppa con gol di Luis Suarez. «Uruguay più forte perché l’Italia è stanca e debole in difesa», ha detto l’attaccante della Celeste e del Liverpool (ma ha chiesto la cessione, vuole andare al Barcellona o al Real, strano...).
Le certezze. Questo insomma è il clima che si respira nel clan Uruguay. Non fiducia, ma sicurezza. Difficile capire se lo pensano davvero o se ostentano sicurezza per spaventare l’ideale. Di certo la vittoria contro l’Inghilterra ha riportato entusiasmo e ora la qualificazione è una sagoma nascosta dietro una duna di sabbia, non dietro una montagna.
Le pallottele del Pistolero. Eccolo dunque Luis Suarez, uno che non doveva neanche esserci per l’operazione al ginocchio, e invece è rientrato con due gol dopo nemmeno un mese da quando si era rotto il menisco. Non male come spot per chi lo ho operato e riabilitato, anche se gli inglesi non sembravano granché entusiasti... «Come l’Inghilterra, l’Italia è molto forte dalla metà campo in avanti, ma ha carenze difensive – ha affermato ieri Suarez – e poi la stanchezza che loro hanno accumulato per il caldo, forse, ci può agevolare. Cercheremo di approfittare degli spazi che ci concederanno».
Poi un sms ai compagni passati o che tuttora giocano in Italia. «Loro sanno come fare e ci aiuteranno per creare problemi all’Italia. Siamo obbligati a vincere, per noi è un’altra finale. È chiaro che la nostra forza non è mai il protagonismo, piuttosto essere sempre schierati bene dietro e giocare velocemente in attacco».
Ma fisicamente come sta Suarez? Perché la storia insegna che, dopo uno stop, di solito il rientro è eccellente ma la partita successiva arriva il down. «Fisicamente forse non sono al 100% – confida – ma moralmente e psicologicamente si. L’altro giorno ho finito sfinito perché l’ultima partita l’avevo fatta a maggio con il Liverpool. Ora ho cercato di riposarmi al massimo per essere in condizione per l’Italia».
Equilibrio Tabarez. L’unico che, almeno ieri, ha evitato dichiarazioni altisonanti è stato Oscar Tabarez, che forse ha le idee un po’ più chiare dei suoi giocatori. «Noi dobbiamo soltanto vincere, per questo l’Italia ha un vantaggio. Però sappiamo quello che dobbiamo fare e daremo tutto per raggiungere l’obiettivo».
Lugano addio. Quanto alla formazione, sembra ormai impossibile il recupero del difensore Diego Lugano (che ieri su Facebook ha scritto «chiedo a tutti gli uruguaiani di essere uniti per la Celeste. Sentiamo la splendida pressione di essere obbligati a non far fallire la nostra storia») e al suo posto giocherà il baby José Maria imenez che in patria definiscono il nuovo Montero, anche se per ora ha fatto poco per meritarsi questa etichetta. A destra invece è previsto il ritorno di Maxi Pereira dopo un turno di squalifica, «perché lui fa parte del dna della Celeste», ha avvertito Tabarez.
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