Gol, assist, acrobazie e promozioni: così è diventato un idolo

In Abruzzo l’ha portato il ds Di Giuseppe: dal Diavolo biancorosso a quello rossonero. E il 2 luglio si sposerà
PESCARA. Dalla Lega Pro alla serie A. Da Teramo a Milano, passando per Pescara. Dal Diavolo biancorosso a quello rossonero. Gianluca Lapadula ha spiccato il volo: Sir William Wallace – il condottiero scozzese, interpretato da Mel Gibson, del film Braveheart, il suo preferito – andrà a combattere sul manto erboso di San Siro dopo aver conquistato l’Abruzzo. Prima Teramo e poi Pescara. Due stagioni strepitose: promozione in serie B – poi revocata dalla giustizia sportiva per illecito – e promozione in serie A; 21 gol in maglia biancorossa e 30 con quella biancazzurra. Ora una nuova sfida per il definitivo salto di qualità: conquistare San Siro e i tifosi del Milan dopo aver ammaliato quelli del Teramo e del Pescara. Ha il gol nel sangue Lapadula.
In Abruzzo l’ha portato (gratis) Marcello Di Giuseppe, l’ex diesse del Teramo che l’ha scovato in Slovenia, l’ha visto giocare nel Nova Gorica (11 reti) e se n’è innamorato. L’ha messo insieme ad Alfredo Donnarumma e la città di Teramo si è divertita come mai in passato. 43 reti in coppia e una promozione in B. Spettacolo in campo e fuori con Lapagol che sfrutta la festa promozione, al Bonolis, davanti a 9mila spettatori, per chiedere la mano di Alessia, la mamma delle sue figlie (Bianca e Regina), che porterà all’altare il prossimo 2 luglio a Torino. Poi, però, accade che il Teramo perde la serie B per il caso Savona e il Parma, che deteneva il cartellino, fallisce. Ma non ha tempo per sentirsi disoccupato, perché c’è il Pescara nel suo futuro. Il regista dell’operazione è l’ormai ex dg Giorgio Repetto e il presidente Sebastiani ci mette del suo, dandogli la maglia numero 10 per fargli superare gli ultimi dubbi. E’ il matrimonio perfetto. E Massimo Oddo impiega solo qualche settimana per capire che il suo centravanti sarà Lapagol. A costo di mettere da parte Cocco, pagato 700mila euro. Partenza così così: il primo gol arriva al Menti di Vicenza (2-2), a fine settembre. E’ la quinta di campionato, l’inizio di una cavalcata eccezionale. E’ lui il trascinatore del Pescara che conquista la sesta promozione in serie A. Segna per quattro partite di fila, si carica di responsabilità e di stimoli. Conquista l’Adriatico-Cornacchia.
Segna in ogni modo, mai su calcio di rigore che lascia al capitano Ledian Memushaj. Prima doppietta a metà novembre: Como-Pescara 0-2. Un po’ alla volta anche il ricordo di un grande centravanti come Ciro Immobile diventa più sbiadito. Qualità tecniche, coraggio, forza fisica, intelligenza tattica e audacia. Un concentrato esplosivo. Lo vuole il Perù per la Coppa America, lui risponde: “No, devo portare il Pescara in A”. I gol in acrobazia fanno impazzire i tifosi biancazzurri. Sembra bellissimo quello segnato in zona Cesarini al Vicenza (1-1 in casa), il 12 febbraio scorso. Ma la prodezza che fa restare tutti a bocca aperta, mandando in estasi telecronisti e radiocronisti, la confeziona il 15 aprile scorso nello scontro diretto per i play off contro il Cesena (1-0): assist di Pasquato e rovesciata volante di Lapagol. Straordinario. E poi altre reti, fino a quella del 5 giugno scorso, contro il Trapani, nell’andata della finale play off. La trentesima perla di una stagione da incorniciare. E lui? Sempre umile (“ringrazio i compagni”), mai una parola fuori posto, mai una polemica, mai un atteggiamento sbagliato. E un motto: “Il gol più importante? Quello che devo segnare...”.
San Siro lo aspetta a braccia aperte. Magari si interrogherà se il bomber della B potrà fare gol anche in serie A.
Poco male, sarà un altro stimolo per “Sir William Wallace” il conquistatore.
Il fratello su Facebook. “Che Milan sia, alé Sir. Hai conosciuto rovina e trionfo senza farti ingannare, alla resa ai preferito la battaglia. Avanti così fratello”, la frase postata su Facebook ieri sera da Davide Lapadula, il fratello del nuovo centravanti del Milan.
@roccocoletti1
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