Gol e magie, Clemenza è il bomber a sorpresa

L’esterno biancazzurro è il capocannoniere della squadra e il giocatore con più dribbling riusciti
PESCARA. Un lampo tra le nubi di Gubbio. Era il sinistro a giro di Luca Clemenza, che ha consentito al Pescara di tornare dall’Umbria col cuore più leggero e un pareggio nelle tasche. L’ex Juve, che martedì sera ha messo a segno addirittura una doppietta, è diventato capocannoniere a sorpresa dei biancazzurri, con tre gol in appena quattro partite giocate.
A Gubbio Clemenza è stato riproposto dal primo minuto e ha tenuto a galla la barca di Auteri, annullando per due volte il vantaggio rossoblù. La parabola del 2-2, dalla sua mattonella preferita sul centrodestra, ha ricordato vagamente un gol messo a segno, con la maglia della Juventus, contro il Benfica, in un’amichevole estiva del 28 luglio 2018. Ma a quei tempi Clemenza era solo un talento di belle speranze. Oggi è maturato, ha la barba e i capelli più lunghi e il viso più scavato, quasi a voler dimostrare a sé stesso e agli altri di essere diventato un calciatore pronto. Con Pescara, poi, aveva un debito particolare: 15 presenze e un solo gol nella seconda parte della stagione 2020-21, chiusa con la salvezza ai play out col Perugia.
Avrebbe dovuto tornare in Abruzzo anche lo scorso anno, ma poi è finito in Svizzera al Sion (14 presenze e una sola rete). Dopo l’esilio svizzero, Clemenza è tornato a vestirsi di biancazzurro nell’ultimo giorno della sessione di mercato appena conclusa. Aveva lasciato Pescara conquistando la salvezza ai rigori, ha ritrovato un Delfino profondamente rinnovato, di cui è subito diventato il leader a sorpresa. La società stava cercando un rinforzo dell’ultim’ora per far sentire il peso della concorrenza a Galano e arricchire il pacchetto esterni. Clemenza ha risposto subito alla grande, raggiungendo il suo record personale di gol in una prima squadra (3, in appena 4 partite). Si sta prendendo il Pescara a suon di gol e giocate.
Tra gli esterni d’attacco a disposizione di Auteri, infatti, è quello con il maggior numero di dribbling riusciti (5,21) a partita ed è anche quello con l’indice di pericolosità più alto: senza entrare in tecnicismi, Clemenza è, al momento, l’esterno offensivo in grado di rendersi più pericoloso nell’arco dei 90’, creando occasioni da gol e assist per i compagni. E lo dimostrano i numeri. Tutto questo c’è dietro i tre gol, che ne fanno il capocannoniere dei biancazzurri. A testimonianza di come l’ex bianconero abbia già interiorizzato i meccanismi offensivi di Auteri: il primo segnato a Gubbio è frutto dell’imbucata di De Marchi per Marilungo, ma Clemenza aveva seguito l’azione, molto simile a quella del suo gol con la Vis Pesaro all’Adriatico, e l’ha buttata dentro dopo un rimpallo. Con D’Ursi ancora appannato, e la fascia destra senza un vero padrone, Clemenza è diventato silenziosamente il baricentro del gioco d’attacco del Pescara. Tutto questo con sole 4 partite sulle spalle: ha saltato le gare di coppa Italia con l’Olbia e quella col Grosseto, più quella di Montevarchi per una botta alla caviglia. Piccola curiosità: Clemenza finora è andato in gol quando ha giocato almeno 60 minuti. Un ulteriore indizio, per Auteri, in vista della gara di domenica con la Reggiana.
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