Gol e rigori, un Mondiale-show

29 Giugno 2018

Var non placa le polemiche. Dieci europee tra le magnifiche 16 e un tabellone che appare “squilibrato” 

Si è visto di tutto finora. Dal ct della Spagna, Lopetegui, esonerato a 48 ore dal debutto fino alla qualificazione del Giappone agli ottavi grazie al fair play (il minor numero di cartellini), decisivo a scapito del Senegal. Tanti gol, già superato il record dei rigori assegnati grazie (anche) all’utilizzo della Var. L’ausilio della tecnologia non ha cancellato le polemiche sulle decisione arbitrali, anzi! Si è visto anche il portiere 45enne dell’Egitto parare un rigore; hanno commosso le stampelle che aiutano Tabarez, ct dell’Uruguay, a combattere una malattia degenerativa; finalmente è stato permesso alle donne iraniane di guardare una partita da vivo.
Un solo 0-0, ma di bel calcio se n’è visto poco. Partite fisiche e tattiche più che improntate all’esaltazione della tecnica. Grosse novità, finora, Russia 2018 non ne ha offerte. Equilibrio e organizzazione di gioco stanno soffocando il talento dei singoli. Cristiano Ronaldo è partito alla grande, ma nella terza gara ha rischiato prima di essere espulso e poi di finire fuori dal Mondiale. Leo Messi se l’è ripreso all’ultima chiamata e domani sera sarà il grande protagonista di Francia-Argentina, una delle sfide degli ottavi più incerte. Neymar è in fase di carburazione e potrebbe essere, cammin facendo, il valore aggiunto del Brasile. Uruguay (senza mai subire gol), Croazia e Belgio sono le uniche due squadre che hanno chiuso la prima fase a punteggio pieno. Le delusioni? Germania e Polonia in primis.
Nessuna africana alla fase ad eliminazione diretta: è la prima volta che accade nella storia recente, dopo l’introduzione degli ottavi di finale (avvenuta nel 1986). Finita la scorpacciata di partite (48), oggi giornata di riposo; si ripartirà domani con le prime due sfide degli ottavi. Restano da giocare 16 gare in un tabellone che appare, sulla carta, squilibrato. Nella parte alta ci sono quattro nazionali campioni del mondo in passato più il Portogallo di Cristiano Ronaldo, alle quali si è aggiunto il Belgio che ha battuto l'Inghilterra, orfana per scelta tecnica di Kane, capocannoniere della prima fase. Dall'altra parte, invece, ecco un intreccio molto europeo, nel quale c'è la Spagna campione nel 2010 e in cui, unica intrusa, è la Colombia. La strada verso Mosca sembra in discesa per 'don Andrè' Iniesta e compagni, anche se nei quarti potrebbe trovare una rivale molto insidiosa come la Croazia. Nella parte alta, ecco subito Francia-Argentina, e nei quarti la vincente di questa sfida troverà Uruguay o Portogallo, con la possibilità Brasile in semifinale. Insomma, sembra un Mondiale squilibrato, di cui teoricamente potrebbe approfittare anche la Russia, se tornasse a far fruttare il fattore campo. Se invece la squadra del ct Cherchesov fosse quella vista contro l'Uruguay, è molto probabile una sua eliminazione già negli ottavi contro la Spagna. In questa parte del tabellone l'incognita è la Svezia, che dopo aver fatto fuori l'Olanda nelle qualificazioni e l'Italia nel play off, qui si è tolta lo sfizio di far fuori la Germania, nonostante il ko all'ultimo minuto nel confronto diretto. Ora l'ostacolo da saltare si chiama Svizzera.
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