Gol e rimpianti, il Pescara non sfonda
Biancazzurri incapaci di sfruttare l’uomo in più. Valoti fa sognare gli ottomila dell’Adriatico, la Salernitana fa 1-1 con Gabionetta
PESCARA. Il Delfino sbrana il povero Cavalluccio granata. Avvolto, stritolato, inghiottito. Tutto bello? Certo, peccato che la gioia duri solo tre quarti d’ora. Il Pescara con l’uomo in più per tutto il secondo tempo non riesce a trovare il guizzo per mettere sotto al cuscino i tre punti con la Salernitana. All’Adriatico finisce 1-1, con i biancazzurri avanti con Valoti, forti dell’uomo in più per l’espulsione di Schiavi e riacciuffati da Gabionetta dopo 15’ del secondo tempo. Il Delfino nel primo tempo è padrone del campo e poteva chiudere subito la partita con 3 gol di scarto. I biancazzurri producono gioco, sono belli da vedere ma non riescono a trovare la stoccata vincente. Lapadula si danna l’anima, Cocco è spaesato ed ecco che i campani, nella ripresa, trovano il gol da calcio di punizione e si rintanano in difesa. A nulla serve il forcing della squadra di Oddo che non riesce a scardinare il bunker granata.
Al semaforo verde la Salernitana parte forte, prova a fare la partita, cerca di dare ritmo ma dura poco più di dieci minuti. Gli uomini di Torrente (che manda in tribuna l’ex Donnarumma) sono aggressivi. Pressing asfissiante, che crea qualche imbarazzo alla difesa biancazzurra, e molta densità a centrocampo. Il Delfino incassa, studia e alla fine esce fuori. L’innesco è di Valoti, la dinamite è Lapadula che ben si destreggia accanto a Cocco. L’ex attaccante del Teramo, versione Speedy Gonzales, è imprendibile per i lenti e impacciati difensori campani. A ridosso del quarto d’ora fa capire a Terracciano l’aria che tira. E’ solo il preludio al vantaggio dei biancazzurri. Ci pensa Valoti a far esplodere l’Adriatico, al 19’, quando sfrutta l’assist di Lapadula e, con una spaventosa progressione, va dritto verso la porta, salta Trevisan in precario equilibrio e trafigge Terracciano.
Il Pescara è padrone del campo, nelle retrovie lascia le briciole agli avversari e sfiora il raddoppio con Lapadula almeno in quattro occasioni, l’ultima davvero molto bella con un destro al volo al 36’ che viene smanacciato miracolosamente da Terracciano e si ripete di nuovo al 40’.
Il numero 10 biancazzurro inizia ad intendersi con Cocco – anche se all’ex bomber del Vicenza manca sempre il guizzo vincente – ed è abile a prendersi il fallo che porta al secondo giallo di Schiavi. Il difensore granata (ex biancazzurro) rifila una gomitata all’ex del Teramo, la seconda della gara dopo quella piazzata a Valoti, e viene ammonito per la seconda volta. Sarebbe da rosso diretto, ma Nasca lo sanziona solo con il giallo e lo spedisce sotto la doccia poco prima dell’intervallo. Pescara padrone del campo, Salernitana spaesata. Il primo pericolo per Fiorillo lo si registra a due minuti dal termine del primo tempo, quando Rossi fa partire un tiro-cross che viene bloccato dal portierone biancazzurro. Gli oltre 8mila dell’Adriatico pregustano la vittoria, ma rimangono delusi. Dopo un quarto d’ora un fallo ingenuo di Torreira dal limite dell’area consegna un calcio di punizione per la Salernitana e Gabionetta trafigge Fiorillo, incapace di opporsi. Il Pescara accusa il colpo, ma non si perde d’animo. Oddo butta nella mischia Caprari al posto di Cocco. Delfino senza centimetri in attacco e la scelta non si rivela vincente calcolando il muro invalicabile eretto dai granata.
Lapadula ci prova in tutti i modi a trovare il gol del vantaggio, come lo stesso Caprari . Il Pescara crea tanto, ma non riesce a trovare la stoccata vincente e rischia la beffa in un paio di occasioni (Eusepi è pericolosissimo). L’assalto finale non porta nulla. Confusionario e poco lucido. La squadra gioca bene certo, ma servono anche i gol e le vittorie. Appuntamento a sabato al Menti di Vicenza.
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