Gol, esplosività e potenza Ceter è il Golia di Oddo

Dalla Colombia al Cagliari, poi Olbia e Chievo fino alla doppietta di domenica
PESCARA. Introverso e taciturno nello spogliatoio, ma in campo sa essere esplosivo. Il Pescara si coccola Damir Ceter, il protagonista indiscusso del primo successo in campionato dei biancazzurri contro il Cittadella. Nel 3-1 una doppietta che ha esaltato le sue doti fisiche e anche tecniche, con quest’ultime che finora non erano state ancora reclamizzate. Il primo gol è un saggio di potenza e qualità con il 23enne colombiano che ha raccolto il rinvio di Masciangelo, ha agganciato il pallone in modo delizioso, ha resistito agli attacchi di Frare e Adorni e poi ha beffato Maniero con un meraviglioso tocco morbido scatenando la gioia (e un pizzico di incredulità) dei biancazzurri. In occasione della secondo rete ha messo in mostra la sua progressione sfruttando il calcio di punizione in verticale di Jaroszynski. Il colombiano si è infilato tra i centrali difensivi, ha evitato l’intervento del portiere in uscita spostando il pallone insaccando a porta sguarnita. Non capita spesso di vedere gesti così belli tra i cadetti, qualcuno (esagerando) in quelle prodezze ha rivisto le memorabili giocate dell’ex milanista George Weah. La novità è che il Pescara è andato in gol grazie a due lanci lunghi a scavalcare il centrocampo avversario, il resto lo ha fatto la devastante potenza di Ceter che ha infilato di prepotenza i difensori del Cittadella. Una conseguenza del piano partita studiato da Massimo Oddo che ha preferito utilizzare un atteggiamento più guardingo rispetto alle gare precedenti al fine di contenere gli attacchi dei veneti, per poi colpirli in contropiede grazie alla vivacità di Maistro e Vokic, la spinta dei laterali Bellanova e Masciangelo e, appunto, la fisicità di Ceter. Nello spogliatoio lo chiamano “Papi”, forse perché Damir sembra più grande dell’età che ha e la sua stazza dà un senso di protezione e sicurezza ai compagni. Della serie “tranquilli, ci penso io”, un po’ come Zlatan Ibrahimovic. In realtà, più che al fuoriclasse svedese del Milan, l’accostamento che sta prendendo piede è con il connazionale dell’Atalanta Duvan Zapata e anche in patria (dove il suo soprannome è Golia) qualcuno la pensava così. «Arrivo qui con tante aspettative e spero di fare bene, ho molta voglia di mettermi in mostra», aveva detto due mesi fa al suo sbarco a Pescara e ora si è preso la prima grande soddisfazione. «Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta», le parole del centravanti al termine del match con il Cittadella, «adesso dobbiamo continuare a lavorare mantenendo la testa giusta. Questo è il vero Pescara, una squadra che non molla mai».
La punta ingaggiata dal Cagliari nell’ambito dell’operazione che ha portato in Sardegna il terzino Gabriele Zappa intende consacrarsi in B dopo il rodaggio della passata stagione. Nel 2019-20 ha vestito la maglia del Chievo collezionando 22 presenze e mettendo a segno 2 gol, un bottino eguagliato in un colpo solo nella sfida contro il Cittadella. Nato a Buenaventura, Ceter è cresciuto nell'Universitario Popayàn con cui ha esordito all’età di 17 anni nella serie B colombiana. Il Cagliari lo ha notato nel Sudamericano under 20 che si è disputato in Ecuador (2 gol in altrettante presenze) nel 2017 e a gennaio dell’anno successivo lo ha acquistato dal Deportes Quindio. Nel torneo 2018-19 ha segnato 13 gol in serie C con l’Olbia e ora sogna di arrivare in doppia cifra anche tra i cadetti. Dopo Fernando Quintero (serie A 2012-13, ora gioca al River Plate) è il secondo colombiano a vestire la casacca biancazzurra, si ispira a Radamel Falcao, ex bomber di Chelsea e Monaco ora al Galatasaray, e pian piano sta conquistando i tifosi pescaresi. Aspettando Raul Asencio, il Delfino si gode Ceter.
Giovanni Tontodonati
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