Gol, famiglia e riscatto: Cangiano fiuta la serie B

3 Novembre 2024

Per l’attaccante Il pallone è un “vizio” di casa: papà allenatore e fratello calciatore Baldini punta su di lui e la società può strapparlo al Bologna solo con la promozione

PESCARA. Ha il gol nel sangue e un talento inespresso. «Quel ragazzo a Pescara può spiccare il volo», racconta un talent scout che lavora per il Bologna, la società proprietaria del cartellino di Gianmarco Cangiano. L’attaccante è tornato in prestito al Delfino lo scorso agosto, dopo la passata stagione con Zeman, con la speranza di esplodere definitivamente.
Con Baldini in panchina, infatti, il 23enne esterno biancazzurro vuole spiccare il volo e lo spera anche il Pescara, che può riscattarlo a titolo definitivo dai felsinei solo in caso di promozione. Il presidente Sebastiani ha voluto fortemente Cangiano e l’accordo con il Bologna prevede l’obbligo di riscatto in caso di B per circa un milione di euro. Cangiano vuole calcare le orme di un illustre predecessore: Lorenzo Insigne. Lo scugnizzo esploso all’Adriatico nel 2011/2012 è il suo punto di riferimento calcistico da sempre, i due hanno le stesse origini, lo stesso ruolo e caratteristiche. L’attuale attaccante biancazzurro, come il collega del Toronto FC, ha grande abilità nell’uno contro uno, ama ricevere la palla tra i piedi per dare libero sfogo alla fantasia. Il 2001 napoletano eredita dal papà, Salvatore, la passione per il calcio. Sasà Cangiano ha speso una vita sui campi da calciatore prima e allenatore poi (ha militato in serie C e D, prima di sedersi in panchina). Anche il fratello maggiore Riccardo, 27 anni, continua a macinare chilometri nei dilettanti.
Cresciuto nella Roma, Gianmarco Cangiano in giallorosso viene subito soprannominato “Magic Box”. Campione d'Italia con l'Under 17, poi 14 gol e 6 assist in 29 presenze con la Primavera. Eusebio Di Francesco lo convoca in prima squadra contro Spal e Milan senza però riuscire a farlo esordire. Quando è tutto pronto per il grande salto, il Bologna mette sul piatto un milione e mezzo e lo strappa alla concorrenza. Un anno in Primavera in Emilia, ovviamente devastante e condito dal debutto in A grazie a Mihajlovic. Poi i prestiti tra Ascoli, Crotone, Bari e Fortuna Sittard. Ora è tornato a Pescara e da qui vuole spiccare il volo.