Gol, magie ed esperienza: uno strapotere biancoverde

Giovani brillanti, veterani in cerca di riscatto: così nasce la macchina perfetta Torti tecnico-alchimista, Dos Santos bomber di razza, Donatangelo onnipresente
AVEZZANO. Esperienza e gioventù. Questa la miscela perfetta che ha consentito all’Avezzano di dominare il campionato regionale di Eccellenza a suon di gol: 78 quelli realizzati (a una giornata dal termine del torneo).
Quando in estate il ds Luigi Ridolfi assemblò l’organico da mettere a disposizione di Tonino Torti qualche tifoso ebbe da ridire sul fatto che in alcuni casi i cosiddetti over potessero non avere gli stimoli giusti per riconquistare la serie D. Ma sono bastate poche settimane per intuire che le scelte fatte erano quelle giuste. A partire da Mateus Dos Santos, che a qualche piazza di serie superiore aveva preferito quella della città nella quale vive ormai da anni con la sua famiglia: 28 gol e prestazioni spesso esaltanti, a conferma che gli stimoli il brasiliano non li aveva mai persi. Non meno importanti si sono rivelate le conferme di Umberto Sassarini, il capitano, e il ritorno di Michele Bisegna, per far quadrare il reparto di centrocampo che spesso si è rivelato il vero cuore pulsante della squadra. Ma tra i veterani non si possono dimenticare Alessandro Pendenza e Damiano Zanon; il primo, che inizialmente sembrava destinato al ruolo di panchinaro di lusso, ha contribuito a fare del reparto avanzato un autentico spauracchio per le difese avversarie; per Zanon ha prevalso la voglia di rivincita dopo la delusione patita l’anno prima all’Aquila, la città dove è nato e vive e nella quale aveva ricevuto più critiche che apprezzamenti per il campionato perso la stagione precedente (non certo per colpa sua).
L’elenco di quelli più giovani che hanno fornito un contributo determinante non può non comprendere i due terzini di fascia Morgan Besana ed Emanuele Lombardo, artefici di ripetute sgroppate lungo quella linea laterale che si è rivelata vincente in più occasioni. E poi la maturazione di Matteo Di Gianfelice e di tutti gli under che hanno permesso a mister Torti le diverse soluzioni vincenti. Un discorso a parte lo merita Marco Donatangelo. Approdato in biancoverde alla fine di ottobre, il 27enne si è rivelato la carta vincente in assoluto. Dal suo arrivo, tutta la squadra ha usufruito di una carica di energia che stava pericolosamente scemando. Senza togliere meriti a nessuno, fra tutti gli acquisti che Paris e Ridolfi hanno concluso in questa stagione, l’ingaggio di Donatangelo è risultato di gran lunga quello più efficace. Le sue accelerate, i suoi recuperi di palla, la sua grinta e la sua determinazione sono risultati un esempio e uno stimolo che, anche quando la condizione fisica generale è scesa, hanno rivitalizzato l’intero complesso, fino a raggiungere quel traguardo che oggi si chiama serie D. Ma l’Avezzano che ha dominato la stagione è stato anche altro, a partire da Maichol Di Girolamo, estremo difensore che per la regola che obbliga ogni squadra ad avere in campo un certo numero di under spesso è stato costretto a restare fuori, ma che ogni qualvolta è stato chiamato in causa ha rappresentato un baluardo quasi sempre insormontabile. E non si può non sottolineare quanto la sua esperienza abbia contribuito alla crescita del collega 18enne Mattia Venditti, catapultato in prima squadra, inizialmente per necessità e poi per scelta deliberata.
Nel reparto arretrato, un cospicuo contributo l’ha fornito anche Stefano Albanese, centrale difensivo che non ha mai fatto rimpiangere gli assenti. Così come Jacopo Puglielli, impiegato un po’ in tutti i ruoli della difesa, lottando con caparbietà per via della concorrenza spietata.
Altri due giocatori importanti si sono rivelati Martin Blanco e Nikolas Kras, con l’argentino che nonostante il ridotto minutaggio può vantare una media altissima rispetto ai gol messi a segno, e con il tagliacozzano che ha confermato una duttilità che pochi altri possono vantare, ricoprendo più ruoli e sempre con un rendimento molto al di sopra della media. E poi il manipolo di giovanissimi che più volte ha fatto la differenza. Sono stati proprio loro, in più di una circostanza a levare le classiche castagne dal fuoco in partite che sembravano ormai compromesse.
Le giocate e l’estro di Walter Braghini, avezzanese Doc, hanno messo più volte in difficoltà Torti nelle sue scelte, tanto che il nome del biondino è già scritto sui taccuini di molti osservatori. E di Francesco Laguzzi ne vogliamo parlare? Un ventenne che sembra avere dieci anni di più per come sa stare in mezzo al campo, dove spesso ha diviso onori e oneri con l’altro centrocampista Mattia Selle che rispetto a lui ha giocato meno, ma solo perché è di un anno più giovane.
Plinio Olivotto
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