Gol, rimpianti e fischi Il ritorno di Maniero

18 Febbraio 2015

L’ex capitano a Pescara col Catania, in caso di gol non esulterà

PESCARA. Rimpianti e veleni. A distanza di un mese, la cessione di Riccardo Maniero al Catania lascia ancora spazio a roventi discussioni. La società etnea ha imposto il silenzio stampa ai propri tesserati, perciò “Pippo” non potrà svelare il suo stato d’animo. A Pescara, invece, si continua a parlare del suo trasferimento. Alcuni rimproverano la società per avere dato il placet alla partenza dell’ex capitano biancazzurro che ha indebolito il reparto avanzato.

Altri, invece, giudicano ininfluente un’operazione che non avrebbe reso meno competitiva la rosa, peraltro arricchita dagli arrivi di Pettinari e Sansovini.Idee contrastanti che riaffioreranno domenica prossima, quando il capocannoniere della serie B per la prima volta tornerà da avversario all’Adriatico. C’è grande curiosità riguardo all’accoglienza che gli verrà riservata ed è probabile che non ci sia uniformità di trattamento. Di sicuro, alcuni renderanno onore alla sua esperienza in Abruzzo con una ricca dose di applausi.

Nel Pescara, Maniero ha giocato 101 gare segnando 36 reti, ma soprattutto ha stretto forti amicizie tra gli sportivi. Ha più volte ribadito di avere Pescara nel cuore, anche se poi non se l’è sentita di rifiutare la super-offerta del Catania (accordo di tre anni e mezzo a oltre un milione di euro). In fondo, il suo contratto scadeva a giugno e i dirigenti biancazzurri non sono mai stati convinti di prolungarglielo. Tuttavia, ci sono tanti pescaresi che hanno interpretato la scelta dell’attaccante napoletano come un tradimento per cui è lecito attendersi qualche fischio nei suoi confronti. Maniero ha conservato un legame speciale con molti suoi ex compagni, specie con Caprari, Brugman, Pucino e Politano. Proprio con quest’ultimo, dopo il triplice fischio, si scambierà la maglia. E se dovesse segnare di sicuro non esulterà, lo ha già fatto capire nel giorno in cui stava preparando le valigie. La sua partenza ha creato scompensi che non si sono palesati immediatamente (il sabato successivo il Pescara vinse 4-2 a Trapani), ma nelle 4 gare seguenti nelle quali il Delfino ha raccolto appena 2 punti. Il più penalizzato sembra essere proprio Federico Melchiorri. Tra loro si era creato un feeling perfetto nel 4-4-2 di Baroni.

Era nato un tandem devastante da 21 gol in due: 12 Pippo, 9 Federico. Dal giorno della separazione Maniero ha realizzato altre 2 reti con il Catania, mentre Melchiorri si è inceppato non trovando più la via del gol. Casualità?

Gli altri ex. Sarà la prima da ex anche per Daniele Delli Carri, il ds degli etnei che ha lavorato per tre anni e mezzo nel Pescara conquistando due promozioni dalla Lega Pro alla serie A. La sua avventura, al pari di quella di Maniero, non terminò in modo sereno.Fu accusato di avere toppato alcune scelte, vedi Vukusic, Caraglio e Bianchi Arce, però non ha mai disatteso le esigenze del club per la salvaguardia del bilancio. Contestato spesso dai tifosi, prima di lasciare Pescara fece il mea culpa. «Ringrazio tutti, anche i critici perché soprattutto da loro ho trovato gli stimoli per impegnarmi ancora di più. Forse potevamo fare un passo in avanti entrambi e magari ci saremmo chiariti». La scoperta di Quintero, ceduto al Porto per 10 milioni di euro, resta il suo affare migliore. Infine, altri tre ex: la punta Emanuele Calaiò, 72 gare e 27 gol in biancazzurro, e i difensori Antonio Mazzotta, (11 partite), Lorenzo Del Prete (14) nel torneo di B 2010-11 e Raffaele Schiavi, 25 presenze l’anno scorso.

Giovanni Tontodonati

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