Goleada Pescara: De Marchi si scatena

Nove reti allo Spoltore con poker del nuovo bomber. Memushaj risponde all’ex Grassadonia: «Deluso dalle sue parole»
PALENA. Nove gol realizzati contro lo Spoltore (Eccellenza) all’esordio di certo non dispiacciono, ma per trarre le prime vere indicazioni occorrerà un test più robusto e soprattutto occorrerà vedere il vero Pescara che cercherà l’assalto alla B. Quello di ieri a Palena sapeva tanto di occasionale: non capita tutti i giorni di vedere Auteri rinunciare al suo 3-4-3 per far spazio ad una linea difensiva a quattro, non capiterà spesso di vedere un metodista (Pompetti) e due mezzali (Memushaj e Diambo). Ed allora è giusto aspettare qualcosa di più concreto prima di poter provare a capire il Pescara che sta nascendo. Di certo però qualche indicazione è venuta fuori. De Marchi, in campo per 90’, si è fatto apprezzare per la voglia che ha dimostrato di voler battagliare e segnare.
Un poker di reti lo ha subito firmato, ma ha evidenziato anche una certa imprecisione che quando conta davvero non ti puoi permettere. Memushaj (ieri capitano, ndc) in quel ruolo (mezzala) è un lusso che pochi possono permettersi. L’assenza di Galano e Busellato dalla lista dei disponibili per l’amichevole: non è certo un provvedimento disciplinare per carità, ma qualcosa che ci si avvicina perché Auteri non li ha visti al 100% negli allenamenti e ha preferito tenerli fuori. Un chiaro segnale per il mercato. Esordio per Illanes e Zappella, con Sorensen e Veroli a completare la linea a 4, mentre per vedere D’Ursi e Ferrari occorrerà aspettare un po’. Out per infortunio Drudi e Nzita.
Davanti a circa 250 tifosi che hanno incitato la squadra e “punzecchiato” la società, ecco una girandola di reti che si è manifestata soprattutto nel secondo tempo. Per il primo gol occorre attendere 12 minuti: Bocic ha un altro passo e scappa via a sinistra, cross basso e Di Grazia tocca in rete. De Marchi di testa al minuto 37 raddoppia mandando sotto l’incrocio un preciso invito di Di Grazia. Nella ripresa non c’è storia: il tasso tecnico differente delle due squadre è talmente evidente che al piccolo trotto i biancazzurri trovano altre sette reti. Tre portano la firma di De Marchi, due sono di un super Marco Pompetti e due di Belloni.
In mixed zone, a fine partita, è pronto a parlare Ledjan Memushaj. Ti aspetti un capitano tranquillo e sorridente dopo la prima uscita stagionale e invece le parole del centrocampista albanese sono pungenti e dirette. A cominciare dalla sua permanenza a Pescara. «Io non devo dire se resterò al 100% qui, la società deve fare le sue valutazioni. Una cosa però è certa: non sarò mai una zavorra per il Pescara. Se mi dovessero dire che non sono utile alla causa, mi farò da parte senza problemi». Lo sguardo diventa cupo e per certi versi cattivo quando si tocca l’argomento Gianluca Grassadonia, l’ex tecnico che qualche tempo fa aveva usato parole dure proprio contro Memushaj. «Ero indeciso se parlare dell’argomento o stare zitto. Alla fine ho ritenuto giusto parlare e vi dico che incontrai Grassadonia prima della partita con l’Ascoli. Lui mi disse “Ledjan, pensavo mi volessi sputare in faccia invece sei stato un professionista esemplare”. Poi sono andato in Nazionale, mi sono fatto male e lui non mi ha neanche fatto una telefonata. Io non ho più parlato con Grassadonia, anzi ho sentito dire che lui non è stato confermato anche per la mia presenza. E questa cosa non penso sia intelligente». Vorrebbe dire tante altre cose Memushaj, ma si limita ed evidenzia: «Il 4-3-3 di oggi (ieri, ndc) è occasionale e che per me non fa differenza giocare a tre o a due». E poi c’è da precisare la questione relativa al capitano. «Per me è Vincenzo Fiorillo, il mister però preferisce che non sia il portiere ad indossare la fascia». Tutto normale? Chiedetelo a Fiorillo se è stata una scelta indolore.
Enrico Giancarli
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