«Gran Pescara, questa squadra è forte»

L’allenatore promosso dalla Primavera: «Resto? Sono a disposizione, aspetterò la telefonata del presidente»
UDINE. Esordio migliore non poteva immaginare Nicola Legrottaglie. Chiamato a sostituire il dimissionario Zauri, il tecnico pugliese ha iniziato la sua avventura sulla panchina del Pescara con una vittoria pesantissima e preziosissima, in casa di un Pordenone che mai aveva perso alla Dacia Arena di Udine. Successo ampiamente meritato per i biancazzurr, che si mettono alle spalle un periodo critico, anche se adesso devono dare continuità. I complimenti per Legrottaglie fioccano da ogni angolo, lui li gira alla squadra e alla società e ha subito un pensiero per la sua famiglia: «Ricorderò questa giornata per sempre. Era la mia prima panchina in serie B e aver vinto in questo modo è una grossa soddisfazione. Negli ultimi cinque anni ho fatto tanti sacrifici, mi sento di condividere la gioia con mia moglie e mio figlio, con la mia famiglia di origine e con tutti quelli che mi sono stati vicini anche nei momenti difficili. Ringrazio i ragazzi che mi hanno fatto vivere una bella giornata». È vero che un nuovo allenatore dà qualcosa di diverso, ma è stranissimo vedere quasi due squadre diverse. Un Pescara dai due volti in appena una settimana: «Io e il mio staff abbiamo avuto grande disponibilità in questa settimana. Ho visto una squadra forte, che voleva vincere, che se fa così può dar fastidio. Il Pescara», ammette Legrottaglie, «ha qualità, sa giocare a calcio e contro il Pordenone è stata anche predisposta ad un certo tipo di lavoro, come ad esempio nel recupero palla. Ciò che mi preme sottolineare è che questo è un gruppo vero, che lavora e se ha questa predisposizione al lavoro è perché lo ha fatto in questi mesi, per cui condivido la vittoria con chi ha lavorato finora». Ovviamente i problemi restano e non è che basta una vittoria per mettersi alle spalle tutto. Del resto neppure il 43enne Legrottaglie ha la bacchetta magica, ma in pochi giorni ha cercato di intervenire su quello che si poteva fare: «Ho fatto alcuni accorgimenti sulle distanze dei reparti e sui tempi di reazione quando si perdeva la palla. Ho detto che se avessimo migliorato l’atteggiamento quando si perdeva la palla, avremmo faticato di meno nel recupero. Così è stato. Merito dei difensori, che secondo me sono stati eccezionali». E detto da un difensore è un’investitura importante per il reparto arretrato, ieri schierato a cinque. Ora c’è da sciogliere il dubbio sulla sua permanenza: sarà o non sarà il tecnico del Pescara fino al termine del campionato, visto che sono stati allertati anche Di Biagio e Pillon? «Non lo so», sorride Legrottaglie, «aspetterò la telefonata del presidente, io sono un tesserato del Pescara e resto a disposizione. Se il presidente mi chiederà di restare, farò un’altra settimana di lavoro con tanta passione e dedizione».
La squadra biancazzurra – va detto – è stata comunque agevolata dalla prestazione fortemente incolore del Pordenone, che non ha confermato quanto di buono fatto a Frosinone una settimana fa e che ha perso l’imbattibilità casalinga. Anche Attilio Tesser, il tecnico dei friulani, non accampa scuse e ammette che il Pescara ha strameritato la vittoria: «Per noi è stata la classifica giornata no. Il Pescara ha meritato, dominando la partita, ci è stato superiore sotto tutti i punti di vista. Noi abbiamo giocato una delle nostre partite più brutte e siamo stati puniti da una squadra forte. Sicuramente il cambio di allenatore porta una ventata di freschezza ed è stato bravo Legrottaglie al quale vanno i miei complimenti, ma ci abbiamo messo molto del nostro. Dovrò analizzare bene questa sconfitta perché non me l'aspettavo, non c’erano state avvisaglie in settimana dove abbiamo lavorato bene. Di sicuro non è mancato l'impegno, ma abbiamo sbagliato tutto il resto».
Roberto Piccoli

