Grassadonia e la volata salvezza: «Chi graffia gioca, possiamo farcela»
PESCARA. Un punticino per continuare a sperare. Poco, troppo poco, per conquistare la salvezza, ma, per come si era messa la partita, il gol al 91’ di Busellato è stata una liberazione per i...
PESCARA. Un punticino per continuare a sperare. Poco, troppo poco, per conquistare la salvezza, ma, per come si era messa la partita, il gol al 91’ di Busellato è stata una liberazione per i biancazzurri. Quella di ieri con il Lecce era una partita da vincere a tutti i costi per provare ad avvicinare l’Ascoli in classifica. Così non è stato, ma per Gianluca Grassadonia, al debutto in casa, va bene lo stesso: «In questa situazione bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno», osserva l’allenatore del Pescara. «La squadra è stata compatta e determinata. Mi è piaciuta la voglia di fare. C’è un pizzico di rammarico, sicuramente, ma questo è un grande punto di partenza. Ho visto lo spirito giusto». Il 48enne tecnico dei biancazzurri è dispiaciuto per l’andamento del primo tempo: «Siamo stati puniti su un errore di posizionamento nel primo tempo», sottolinea riferendosi al gol di Maggio. «Tuttavia sono contento per chi è entrato nella ripresa e lavoreremo per migliorare gli automatismi della squadra. Ad ogni modo c’è stata una reazione, la squadra ha avuto maggiore coraggio e siamo riusciti ad agguantare il pareggio con carattere. Ora abbiamo una posizione di classifica delicata, la situazione non è delle migliori e ci vuole sempre molto equilibrio nella gestione delle gare». Equilibrati in campo, specie nella prima parte, ma poco incisivi. La mossa di tenere fuori dall’undici titolare gli uomini con maggiore qualità, come Machìn, Galano e Maistro, ha pesato parecchio. «Ci vuole equilibrio», spiega Grassadonia, parlando delle scelte sorprendenti. «In questo momento non siamo pronti per utilizzare un calciatore di qualità in mezzo al campo. Abbiamo bisogno di centrocampisti dinamici, di gamba e corsa. In attacco ho inserito Capone per affiancare Odgaard ed attaccare due contro due la retroguardia del Lecce. Stiamo lavorando da una settimana, gli automatismi si trovano nel tempo. Dal punto di vista tattico ci vuole equilibrio. Non siamo pronti per fare un tipo di gara diverso». L’allenatore del Pescara, sempre al penultimo posto, ha le idee chiare per il futuro: «Ho avuto risposte importanti. Tutti devono capire che chi graffia di più in settimana durante gli allenamenti, poi gioca. Non si può più essere passivi, ma bisogna combattere e determinare le partite. Abbiamo iniziato un percorso nuovo, i giocatori devono capire ciò che chiedo. Mi aspetto chiaramente passi avanti, per le qualità che la squadra ha». Al Pescara, però, occorrono almeno 21 punti per sperare nei play out. «Dipende soltanto da noi. Dobbiamo crederci. Il Pescara ha cuore, ma deve dare di più. Dobbiamo tirare fuori tutto».
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