Grassadonia lancia lo sprint «Pescara, vinciamole tutte»

3 Aprile 2021

Il tecnico cambia e azzecca modulo e pedine: forza del gruppo determinante

PESCARA. Spegnere le paure, ma non le speranze. La vittoria di ieri, forse, ha eliminato scorie, distrazioni, vecchie ruggini e tanti timori, riaccendendo un Delfino che stava andando alla deriva. I play out ora sono a 4 punti, 2 in meno rispetto alla precedente gara di campionato. «Questa è una squadra che può far tutto. Ora basta elogi e pensiamo subito a Monza e poi al Brescia. Questa partita con il Pisa era determinante e siamo stati bravi a prenderci i tre punti. Ora dobbiamo provare a vincere anche le altre».
Gianluca Grassadonia, l’allenatore del Pescara, può tirare un sospiro di sollievo e guardare con un pizzico di ottimismo alle prossime sette partite della sua squadra. Alla vigilia della sfida con il Pisa era stato chiaro: «È una gara determinante per il nostro cammino». La sua squadra ha centrato i tre punti e, soprattutto, ha dato una parvenza di solidità e vitalità. Il 4-3-3, quattro giocatori offensivi in campo dall’inizio e tanta voglia di pungere. Il Pescara è stato diverso, perchè si è visto il coraggio che per tanto tempo è mancato.
Capone finalmente ha dato qualche segnale di ripresa, Galano è tornato al gol, come Machìn. «Questione di modulo? Ho sempre detto che questa è una squadra che può far tutto. Ho bisogno di disponibilità da parte di tutti. Prendete Capone, a Christian dico sempre che è fortissimo, ma forse ci credo più io che lui. Con l’infortunio di Drudi», out 36 ore prima della partita, «sono cambiate molte cose», continua il tecnico del Pescara. «Abbiamo preparato la partita poche ora prima del calcio d’inizio».
E il Pescara, stavolta, è andato molto bene con la difesa a 4, considerando l’assenza di tutti i difensori. «Dipende dall’atteggiamento che si ha in campo. Con l’Ascoli, per esempio, abbiamo fatto male difendendo a quattro. Giocando con il 3-5-2 bisogna avere esterni capaci di attaccare bene e forse questa squadra non ha queste caratteristiche. Il modulo resta un concetto secondario, conta l’atteggiamento». Dopo il ko con il Vicenza, forse, la mentalità è cambiata. Grassadonia a tal riguardo svela un retroscena. «Dopo Vicenza c’è stato un confronto durissimo. Ci siamo detti che non potevamo essere quelli visti al Menti e le cose sono cambiate. Ho puntato su un discorso motivazionale prima agli uomini che calciatori. Credo che tutti si siano sentiti in discussione e si sono assunti le giuste responsabilità. Contro il Pisa siamo stati umili e, in fase di non possesso, tutti si sacrificavano. Questa vittoria è il giusto premio per chi crede nella salvezza, perché ci sono tutti i presupposti per venirne fuori. Adesso dobbiamo stringerci e capire che il gruppo è l’unica cosa fondamentale». Ora la gara con il Monza, ma preoccupa la situazione infortuni. «Dei tanti infortunati potrò recuperare solo Guth», dice Grassadonia, che esalta la prestazione di Machìn. «Sa quello che penso su di lui. È tornato dalla nazionale con grandi motivazioni e me ne sono accorto subito. Mi è piaciuta molto la sua esultanza, lui sa di avere qualità superiori agli altri».
D’Angelo a bocca asciutta. «Non abbiamo giocato una delle nostre migliori partite, nel primo tempo avevamo il pallino del gioco in mano ma siamo stati poco concreti. Sul loro gol abbiamo commesso un errore abbastanza evidente, nel secondo tempo non siamo mai stati pericolosi», l’analisi sconsolata del tecnico dei toscani Luca D’Angelo, pescarese doc, che sentiva parecchio questa partita. «Non è stata una giornata positiva».
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