Gravina e Spadafora: la serie A non è a rischio

Oggi forse il giudice su Juve-Napoli. Figc e governo: «Avanti con questo protocollo anti-Covid»
ROMA. Lo scontro continua, ognuno fermo nelle sue posizioni. Da un lato gli organi calcistici, secondo i quali domenica a Torino si sarebbe dovuto giocare, dall’altro il Napoli, pronto a contestare l’eventuale sconfitta a tavolino e sostenuto dalle autorità sanitarie. In mezzo il protocollo concordato col Cts, che per la Figc e il ministro Spadafora resta valido mentre da altre parti lo si giudica ormai superato e non più adatto alla realtà attuale. Non si placano le polemiche in merito alla «gara fantasma» dell’Allianz Stadium. La Procura della Figc ha aperto un’inchiesta sulla corretta applicazione da parte del Napoli del protocollo, chiedendo copia della corrispondenza fra Asl, Regione e club partenopeo. Il tutto in attesa della decisione del giudice sportivo, prevista per oggi ma che potrebbe slittare: chiesto un supplemento d’indagini che lo porterà a prendersi qualche altro giorno prima di pronunciarsi. Tutto lascia pensare che la sconfitta a tavolino per i partenopei sia inevitabile. «Campionato a rischio? No, non corriamo il rischio di bloccarlo», il pensiero del ministro dello sport Vincenzo Spadafora al termine dell'incontro in Figc con il presidente Gabriele Gravina. «Dovremo continuare ad avere prudenza», ha aggiunto. «Tutti devono attenersi alle regole rigide del protocollo, se poi la situazione sanitaria dovesse cambiare come governo siamo pronti a cambiare».
E Gravina? «Crediamo molto in questo protocollo, che abbiamo voluto e difeso. Se tutti abbiamo a cuore la tutela della salute e il protocollo viene rispettato da tutti nella sua integrità, credo che possiamo stare tranquilli che il campionato si può disputare e svolgere in sicurezza», ha detto il presidente federale. «Certo, se cominciano ad esserci delle falle e qualcuno sbaglia allora quel qualcuno deve pagare». E poi: «Il protocollo è chiaro e ha funzionato, non capisco perchè non debba funzionare anche per il futuro. Abbiamo avuto casi analoghi a Napoli, all’estero ci sono casi analoghi. Dobbiamo convivere con questa epidemia. Riteniamo che dobbiamo andare avanti nel chiudere questo campionato nel miglior modo possibile».

