Gravina: la Nazionale tornerà in Abruzzo

Il presidente federale in visita all’Aquila: «L’Italia di Mancini a Pescara, l’under 21 e la squadra femminile nel capoluogo»
L’AQUILA. L’Abruzzo tornerà a tingersi di azzurro. La conferma arriva dallo stesso presidente della Figc Gabriele Gravina, in visita ieri all’Aquila per l’iniziativa “Uniti si cresce, il calcio guarda avanti”. L’evento, che ha avuto luogo presso la sede del Comitato regionale Abruzzo, ha visto la partecipazione del presidente della Figc Abruzzo Concezio Memmo, del consigliere federale Daniele Ortolano e dell’assessore regionale allo Sport Guido Quintino Liris. Il numero uno del calcio italiano ha espresso parole di apprezzamento nei confronti dell’Abruzzo, regione che lo ha adottato da quando nel 1992 prese il comando del Castel di Sangro trascinandolo fino alla serie B. Anche per questo motivo, tra le volontà di Gravina c’è quella di riportare la Nazionale in Abruzzo. «La selezione maggiore a Pescara e l’under 21 all’Aquila? Mi piacerebbe moltissimo», risponde Gravina. «La Nazionale ha sempre ricevuto grandissimo supporto e sostegno in Abruzzo. L’under 21 manca da parecchio tempo all’Aquila. Come emerso nella chiacchierata che abbiamo fatto qui nel Comitato, creeremo le condizioni per cui anche la Nazionale femminile possa essere presente un giorno nel capoluogo di regione. L’Aquila deve tornare a essere un punto di riferimento per il colore azzurro».
Gravina non ha aggiunto ulteriori dettagli, probabilmente perché tutto è ancora in via di programmazione, ma presto il Gran Sasso-Acconcia dell’Aquila e l’Adriatico Cornacchia di Pescara potrebbero aprire le porte alla Nazionale.
Gravina ha parlato anche del pericolo scampato della Superlega, torneo nel quale avrebbero dovuto partecipare i club europei più prestigiosi andando a compromettere tutto il sistema calcio, conclusosi (per ora) con un nulla di fatto. «Qualcosa che non funziona c’è. Se noi creiamo le condizioni ideali per avere una maggiore distribuzione delle risorse, allora non c’è Superlega che tenga». L’incontro di ieri con il Comitato regionale della Lnd era volto a tracciare meglio la ripartenza del mondo del calcio, in particolare quello dilettantistico, fortemente penalizzato dalla crisi pandemica. Lodato il lavoro profuso nel comitato abruzzese prima da Ortolano (ora al suo fianco in Figc) e poi dal suo successore Memmo. «L’Abruzzo è una terra che ha sempre rivelato una grande energia in termini di progettualità e di prospettiva, tornare a casa è sempre bello. Ho iniziato il mio percorso sportivo in Abruzzo e ricordo con grande affetto Ortolano con cui abbiamo condiviso confronti competitivi tra Castel di Sangro e Renato Curi. Se questa regione esprime una classe dirigente ai massimi vertici nelle istituzioni sportive, vuol dire che ha dimostrato delle qualità. Ringrazio anche Memmo che ha mostrato in questi mesi una spinta innovativa che condivido e alimento. Sono convinto che il nostro movimento vivrà una sorta di rivoluzione, che consegnerà ai nostri giovani un mondo migliori». Nei mesi scorsi si era dibattuto sulla ripartenza dei campionati di Eccellenza che alla fine hanno preso il via, ma con tanti club che hanno deciso di non tornare a giocare. L’Eccellenza abruzzese, ad esempio, è passata da un torneo a venti squadre a uno di sette. «Sapevamo che in questo particolare momento legato alla pandemia era molto difficile far ripartire il 100% delle attività. I danni del Covid sono ingenti: abbiamo perso 200mila tesserati e tanti giovani non hanno potuto fare sport. Ma stiamo già programmando la stagione 2021-22 e puntiamo a far ripartire tutti i settori giovanili».
Pierluigi Trombetta
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