Gravina offre la Promozione al Teramo

Richiesta tardiva: niente serie D o Eccellenza. Pesano i ricorsi dei Ciaccia alla magistratura che hanno dilatato i tempi
TERAMO. La risposta del presidente della Figc Gabriele Gravina è arrivata. E non è stata quella auspicata dal sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. Niente serie D (stesso no anche al Campobasso), esiste solo la possibilità di inserire la neonata Ssd Città di Teramo in Promozione. Non la Prima categoria come si temeva alla vigilia, ma c’è la disponibilità di inserire Teramo nel campionato di Promozione che prenderà il via il 18 settembre. Spetterà alla nuova società decidere. La stessa che qualche giorno fa aveva detto: “O la serie D o niente”. La replica della Figc è: “O la Promozione o niente”. Decisione (si va verso un sì) attesa a breve, anche perché la Lnd Abruzzo ha in programma la presentazione dei calendari dei tre gironi l’8 settembre. In federazione fanno sapere che la possibilità di fare la Promozione è un’occasione da non perdere e rappresenta comunque un’opportunità considerando che al momento l’alternativa è l’iscrizione alla Terza categoria.
Niente serie D o Eccellenza, perché entrambi i campionati partiranno domenica con organici pieni e calendari già pubblicati. Questione di tempo - ne è trascorso troppo invano - la richiesta del sindaco D’Alberto per accreditare la neonata Ssd Città di Teramo è arrivata tardi per sperare in un inserimento in serie D o in Eccellenza. Gravina nella lettera inviata ieri a D’Alberto ricorda che dal 2014 ad oggi - tranne nel caso della Sambenedettese quando fu il giudice a ordinare un reintegro - l’accreditamento di nuove società, attraverso la procedura ex articolo 52 comma 10 delle Noif, è avvenuto non oltre l’11 agosto, quando gli organici dei campionati non sono ancora definitivi. E quindi adesso è troppo tardi. A fare la differenza è stato il ricorso alla magistratura ordinaria del Teramo, escluso dalla serie C. Quel tempo necessario al Tar e al Consiglio di Stato per prendere in esame le argomentazioni della famiglia Ciaccia e poi bocciarle è stato fatale. Se, invece, il Teramo non avesse perseguito la strada della giustizia amministrativa, ci sarebbe stato tutto il tempo per percorrere la strada che porta alla serie D attraverso il pagamento di una somma pattuita con la Figc. Che, quindi, rispondendo no all’appello del sindaco D’Alberto e della Ssd Città di Teramo rinuncia anche a un introito a fondo perduto. Ma lo fa per rispettare le procedure che si è data e per rispetto degli altri club. Questo il pensiero fatto arrivare nelle stanze di palazzo di città, a Teramo.
A suffragare il concetto che la Figc ha espresso nella lettera di ieri c’è l’esempio calzante del Palermo escluso dalla serie B nell’estate del 2019. Ad un certo punto, furono messi da parte i ricorsi e ci fu il patto stretto tra l’allora sindaco Leoluca Orlando e il presidente Gravina per far ripartire i rosanero dalla serie D. Ma prima, non nella settimana che porta al via del campionato. Adesso la palla passa nelle mani della Ssd Teramo che sembra intenzionata ad accettare il posto in Promozione.
Nel 2008, Luciano Campitelli iniziò una cavalcata alla presidenza dell’allora RealTeramo proprio dalla Promozione. Una cavalcata arrivata fino alla serie B, persa per via del caso Savona. Poi, nell’estate del 2019 il passaggio del Teramo da Campitelli a Franco Iachini che ha detenuto la maggioranza delle quote del club fino all’inverno scorso, poi ceduta ai fratelli Ciaccia. (r.c.)
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