Gravina: protocollo serio a giugno si può ripartire

18 Aprile 2020

Oggi la Figc consegna al governo le linee guida per la ripresa del campionato Il medico Ricciardi (Oms): «Proponiamo di giocare le partite al centro-sud»

ROMA . Il fischio d'inizio a fine maggio, al massimo i primi di giugno. Maurizio Sarri sogna di andare a Roma come primo segno di uscita dal lockdown anche del calcio, e la meta anzichè turistica ha a che fare con la sede della finale di coppa Italia, lo stadio Olimpico. Tutta Italia discute della Fase 2, il pallone ha fissato le sue linee guida per la ripartenza graduale e aspetta l'ok del Governo, al quale oggi sarà consegnato il protocollo stilato dalla commissione medica della Figc. «Chi vuole lo stop definitivo, non vuole il bene del calcio e degli italiani», ha ribadito il presidente federale, Gabriele Gravina. «Condivido la speranza del ministro dello Sport Spadafora di poter ripartire il 4 maggio, con tutte le dovute cautele e garanzie», afferma, «Abbiamo elaborato un protocollo sanitario rigido e attento ma flessibile. Serviranno tre settimane di sicurezza, quindi a fine maggio inizio giugno si può iniziare».
Anche l'antidoping, per tutto lo sport e non solo il calcio, è pronto: la Nado Italia guidata dal generale Leonardo Gallitelli aveva sospeso tutta l'attività col lockdown, tribunali compresi, ora si appresta alla ripartenza a cominciare da controlli “out of competition” quanto prima, per mettere al riparo il mese di “buio” da rischi infrazioni, «Non vediamo l'ora di ricominciare», hanno detto in coro, nell'ordine, Milinkovic Savic, Badelij, Manolas, Lazzari. Anche a costo di giocare non in sede ma nelle regioni meno afflitte dal contagio coronavirus, come ipotizzato da Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms, consigliere del ministro Roberto Speranza per il Coronavirus e consulente Coni. «Mi auguro che ognuno possa giocare nel proprio stadio: se non sarà possibile troveremo soluzioni alternative», la conclusione di Gravina. «Si possono utilizzare questi protocolli, certo, ma ci saranno problemi nel realizzarli anche in serie A. In B e C ci sono società non attrezzate», l'amara considerazione di Enrico Castellacci, medico dell'Italia campione del mondo 2006 e presidente dei medici del calcio. «Non c'è dubbio che l'allenamento o il gioco di squadra che prevede contatto fisico tra atleti è un evento che va considerato piuttosto pericoloso», la valutazione del dottor Ricciardi. «La fattibilità dei sistemi di controllo, è da verificare, ma le proposte sono credibili e sostenibili. Differenziare le aree per livello di rischio è giusto, stiamo proponendo di giocare al centro-sud, perchè non ha senso vietare attività dove ci sono 0 casi come la Basilicata». «La partenza del 4 Maggio? Il gruppo di lavoro ha fatto un lavoro serio e rigoroso proponendo una serie di soluzioni. È chiaro», ha concluso Ricciardi, «che dobbiamo valutare lo scenario in due settimane, non vale la pena guardare l'andamento giornaliero: perché servono due settimane per l'incubazione del virus».
Intanto l'Uefa si è data appuntamento per fissare le date delle Coppe: al momento l'ipotesi è finale Europa League il 26 agosto, la Champions il 29.
Angelo Caradonna