Gravina, prova di forza: Macalli ko

1 Luglio 2015

Nuova bocciatura del bilancio 2013-2014, si va verso il commissariamento con ripercussioni sulla Figc

di Rocco Coletti

Un’altra dimostrazione di forza della premiata ditta Gravina&Ghirelli. Il bilancio 2013-2014 della Lega Pro non è stato approvato dall’assemblea delle società di ieri mattina a Firenze. Ed è la seconda volta dopo il 15 dicembre scorso. Questo l’esito della votazione finale: 38 voti contrari, 23 favorevoli, 2 astenuti e 6 assenti. Il dibattito è durato due ore e prima di procedere alla votazione, Antonio Rizzo, vicepresidente della Lega Pro, e i consiglieri Alessandro Barilli e Giovanni Lombardi avevano confermato l’intenzione di procedere, una volta completate le indagini della magistratura e della Procura federale sui recenti casi di illeciti, a una convocazione dell’assemblea per l’elezione di nuovi vertici.

Questa mancata approvazione del bilancio sembra aprire scenari nuovi in Lega Pro con una decadenza dell’attuale presidente Mario Macalli, come preannunciato nelle scorse settimane dal presidente della Figc Carlo Tavecchio e dal numero uno del Coni Giovanni Malagò. Ma secondo i fedelissimi di Macalli (ieri assente perché squalificato) la mancata approvazione del bilancio non costituisce motivo di sfiducia dell’organo direttivo della Lega e quindi quando saranno completati i quadri dell’organico della stagione 2015-2016 si avvierà un rinnovamento completo della governance della Lega Pro.

Per oggi è previsto un consiglio direttivo che valuterà le strategie da intraprendere in vista delle prossime settimane con la convocazione di una nuova assemblea in tempi brevi.

Resta il fatto di una vittoria politica di Gabriele Gravina, consigliere federale ed ex presidente del Castel di Sangro, e dell’ex dg Ghirelli. Entrambi hanno guidato la rivolta contro la “dittatura” di Mario Macalli presidente della Lega Pro dal 1997. E proprio Gravina – tra i tanti incarichi anche quello di capodelegazione dell’under 21 – diventa uno dei papabili alla successione. «È sbagliato poter pensare a me come successore di Macalli perchè io in questo momento sono concentrato a tutelare l’interesse delle società», la replica di Gravina. «Sarebbe un grave errore focalizzare l’attenzione su una persona come se fosse una sorta di dualismo conflittuale fra me e Mario Macalli o altri. Se c’è l’interesse da parte delle società a rinnovare, tutti dobbiamo avere il coraggio di fare un passo indietro ed io sono il primo a farlo».

Parole di circostanza da parte dell’imprenditore abruzzese che già in occasione delle ultime votazioni aveva presentato la sua candidatura, perdendo la battaglia con Macalli. Adesso i rapporti di forza sono cambiati e Gravina sembra essere il punto di riferimento della maggioranza dei club. I prossimi passi potrebbero essere la decadenza di Macalli e del suo direttivo, la successiva nomina di un commissario e poi le nuove elezioni. Che potrebbero avere ripercussioni anche sulla Figc visto che Macalli è stato uno degli sponsor dell’elezione del presidente Tavecchio.

@roccocoletti1

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