Gravina: subito aiuti, siamo a un bivio

La Figc scrive al Governo: «Agire per impedire il blocco delle attività»
ROMA. Da via Allegri a Palazzo Chigi il grido d’allarme lanciato dalla Figc è arrivato forte e chiaro. In documento ufficiale di 22 pagine inviato alla presidenza del Consiglio dei Ministri, viene analizzata la situazione del mondo del pallone da dopo la pandemia. «Siamo ad un bivio», dice il presidente della Figc, Gabriele Gravina (nella foto), «dobbiamo agire con celerità per impedire che la crisi del calcio professionistico obblighi i club al blocco dell’attività. Non abbiamo chiesto ristori al Governo, piuttosto di riconoscerci l’importanza socio-economica che il calcio ha attraverso l’adozione di alcune misure urgenti per risollevare i club dalla crisi generata dal Covid-19». Basti pensare, infatti, a come ogni euro investito dal Governo nel calcio, generi un ritorno in termini fiscali pari a 17,3. Per questo dalla Figc sono arrivate otto richieste che possono dare una mano alle società professionistiche e non solo del nostro paese. La prima è l'apertura al 100% degli stadi per i possessori delle certificazioni verdi Covid-19. Poi l’introduzione di sgravi fiscali sui contratti dei professionisti e la creazione del «fondo salva calcio» attraverso la destinazione, sino al 30 giugno 2023, della quota dell’1% sul totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi.

